Page 473 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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che le poche forze di Malta abbiano potuto mettere in scacco l'intera flotta
            italiana, tanto da far progettare addirittura l'invasione dell'isola per porvi
            rimedio.

            III  - Combattimento  notturno  e radar:  la  realtà
                 Strettamente collegata con questo problema è la mancata preparazio-
            ne al combattimento notturno, che di fatto impose pesantissime limitazio-
            ni strategiche e tattiche all'impiego della flotta: è questo uno dei più chiari
            esempi  di  come  possa  riuscire fuorviante,  nella  preparazione bellica,  la
            scarsa attenzione ai progressi realizzati all'estero e l'arresto acritico della
            dottrina  su  posizioni  del  passato.
                 In Gran Bretagna e in Giappone tutto ciò non era avvenuto, e la pre-
            parazione in questo settore aveva fatto passi notevolissimi assai prima che
            venisse  inventato  il  radar.
                 A questo proposito, poi, le notizie attualmente disponibili permettono
            di smentire l'affermazione, tante volte ripetuta, del ritardo con cui scienziati
            e tecnici italiani realizzarono un radar utilmente impiegabile a bordo. Dopo
            i primi esperimenti, non del tutto positivi, eseguiti a terra e a bordo fra il
            1936 e il1938 un apparato denominato "EC-3"- da non confondersi con
            un omonimo radar realizzato nello stesso periodo dal professore Tiberio -
            era stato sperimentato a bordo, con risultati incoraggianti, nel 1940. Tra
            la fine dello stesso anno e il febbraio  1941 era stato infine messo a punto
            l"'EC-3/ter"  "Gufo", che diede risultati regolari e soddisfacenti in m~re.
                 Se poi la produzione in serie subì ritardi pregiudizievoli ciò fu dovu-
            to ad inconvenienti realizzativi,  in parte dovuti a  una situazione di con-
            correnza  creatasi  fra  le  ditte costruttrici,  che  si  sarebbero  potuti evitare
            o ridurre con una migliore organizzazione produttiva < 20 l. Nel luglio  1941,
            inoltre,  venne brevettato  dalla  Ditta SAF AR un tipo  di  radar  destinato
            al combattimento,  mai fatto  oggetto  di  attenzione  a  causa  di  un banale
            equivoco  burocratico:  era  stato  considerato  segreto  militare.
                 Dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943, comunque, i servizi segreti
            britannici condussero una valutazione comparata sui  radar britannici e


            (20)  Si vedano,  riguardo a tutti questi problemi, E.  Bagnasco, Le armi delle  navi italiane
                nella seconda guerra  mondiale,  Parma, Albertelli,  1978; L.  Carilio Castioni,  "I radar
                industriali italiani. Ricerche, ricordi, considerazioni per una loro storia", in Storia
                Contemporanea, dicembre, 1987; G. Fioravanzo, "L'organizzazione della Marina du-
                rante il conflitto", La Marina italiana nella seconda guerra mondiale,  vol. XXI, Tomo
                I,  Roma,  U.S.M.M.,  1972.


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