Page 468 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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L'ammiraglio Raeder pensava al Mediterraneo come retrovia del fronte
russo. Egli considerava infatti necessario il rafforzamento del sistema Cor-
fù - Grecia - Salonicco - Creta e chiese alla Marina italiana di agire contro
le comunicazioni britanniche fra Egitto, Palestina e Siria, promettendo anche
l'invio di altri sommergibili in Mediterraneo (sarebbero passati da ventu-
no a trentasei, cosa che tuttavia non avvenne).
In tutto ciò troviamo conferma delle vedute politico-strategiche degli
Alti Comandi germanici riguardo al Mediterraneo.
Partendo dalla considerazione del suo carattere essenziale per l'Im-
pero britannico la Marina tedesca lo poneva al centro dei propri progetti
per il futuro, e particolarmente per il tempo successivo alla Campagna
di Russia.
La Kriegsmarine mirava, in sostanza, alla realizzazione degli obiettivi
mancati nel1918, che avrebbero dato alla Germania una supremazia mon-
diale. In questo quadro il Mediterraneo rappresentava precisamente un
fattore determinante, e la funzione della Marina italiana si sarebbe dovu-
ta inscrivere nel disegno generale (16).
In vista di un'eventuale invasione di Malta era stata comunque emessa,
dal Comando Supremo italiano, una direttiva in gennaio, cioè di pochi
giorni prima del Convegno, per la pianificazione dei mezzi da approntare.
Dopo Garmisch lo stesso Raeder prospettò a Hitler la conquista di
Malta come premessa necessaria a un grandioso piano di conquista dell'a-
rea Golfo Persico - Medio Oriente - Caucaso, con la prospettiva di arriva-
re all'India.
III - Piani d'invasione e difese nemiche
I tempi apparvero maturi per pianificare l'attacco a Malta.
In maggio 1942 vennero approntati i piani definitivi, denominati
"Hercules" dai tedeschi e "Esigenza C-3" dagli italiani.
Hitler ne fu in un primo tempo convinto, ma successivamente co-
minciò a ridimensionare l'importanza dell'operazione: evidentemente i ri-
schi gli apparvero eccessivi.
(16) Si vedano, per questa complessa materia: A. Santoni-F. Mattesini, La partecipazione
tedesca alla guerra aeronavale nel Mediterraneo (1940-1945), Roma, Ateneo-Bizzarri, 1989;
G. Schreiber, "Sul teatro mediterraneo della seconda guerra mondiale. Inediti pun-
ti di vista della Marina germanica del tempo", in Rivista Marittima, Marzo, 1987.
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