Page 474 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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italiani coevi, giungendo alla conclusione che gli apparati italiani risulta-
                vano superiori a quelli realizzati dagli inglesi fino ai primi mesi del 1943.


                IV  - Mancata preparazione  di  operazioni  iniziali contro  le  basi  nemiche
                     Le ipotesi di conflitto che fin dal tempo di pace si potevano formula-
                re  mostravano  che,  in ogni  caso,  la  Marina  italiana  avrebbe  dovuto  af-
                frontare  un  nemico  agguerrito  e probabilmente superiore.
                    Sarebbe dunque stato logico  tentare un colpo  iniziale,  di sorpresa,
                capace di  annullare  o  ridurre lo  squilibrio.
                    Si sarebbe trattato di preparare, con meticolosa e segreta cura, azio-
                ni di mezzi d'assalto e attacchi aerei contro le forze navali nemiche in por-
                to, da eseguirsi nelle prime ore di guerra: l'Italia aveva sperimentato con
                successo i mezzi d'assalto subacquei nel1918, e aveva ripreso la loro pre-
                parazione nel 1935. L'Aeronautica aveva a disposizione studi ed esperienze
                nel settore degli aerosiluranti e, in parte, del bombardamento in picchiata.
                     Inoltre, da quanto si vide poi in guerra, inglesi e francesi  non erano
                affatto preparati a  parare questo genere di offese,  né dal punto di vista
                dottrinale,  né  sotto  il profilo  organizzativo.

                     Successivamente si sarebbe potuto sfruttare il successo iniziale in ba-
                se  alla  accennata  pianificazione integrata.

                     Sarebbe stato naturalmente necessario prevedere con realismo un se-
                rio collegamento strategico con gli alleati, che invece mancò radicalmente
                (e  non  solo  per  colpa  dei  tedeschi) < 21 >.
                     Una condotta di guerra così impostata avrebbe permesso, specialmente
                nella  prima fase  del conflitto,  una libertà d'azione che la  nostra Marina
                non ebbe invece mai. La stessa invasione di Malta sarebbe forse stata pos-
                sibile  nel  giugno  1940,  ammesso  che  la  si  fosse  ritenuta  utile.

                     In ogni caso s.arebbero state rimosse in radice le condizioni che,  in-
                vece,  permisero all'isola di condizionare tanto pesantemente i nostri traf-
                fici assai prima che l'evoluzione della guerra rendesse inevitabile la nostra
                sconfitta.



                (21)  Su tutta la questione dei rapporti fra Marina italiana e Marina tedesca, cfr. gli arti·
                    coli di A. De Toro, "l'Italia come alleato navale: giudizi della Kriegsmarine" (I par·
                    te), in RID, gennaio,  1991; "l'Italia come alleato navale: giudizi della Kriegsmarine"
                    (II parte), in RID, settembre, 1991; "Il Convegno di Merano nelle relazioni navali
                    italo-germaniche",  in RID,  maggio,  1992.


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