Page 462 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Malta non fu mai in grado di riprendere la sua funzione di guar-
diano dei traffici imperiali, fintanto che l'intera costa nordafricana non
fu occupata dagli anglo-americani. Allora, però, Malta divenne presso-
ché superflua.
Le cose andarono diversamente per le sue possibilità di attacco ai
traffici italiani, che più volte subirono gravi perdite per opera di som-
mergibili, aerei e anche navi di superficie di base a Malta.
In verità si trattò sempre di forze abbastanza esigue: quattro cac-
ciatorpediniere e due incrociatori leggeri al massimo; una decina di som-
mergibili e un numero di velivoli variabile da poche unità a qualche
centinaio nei momenti più cruciali.
Va comunque notato che mai il flusso di traffico Italia-Libia venne
interrotto e che contrariamente a quanto talvolta si è sostenuto, l'anda-
mento dei traffici non fu sempre in rapporto diretto con le operazioni
terrestri.
In primo luogo vi furono periodi nei quali i convogli arrivavano
a destinazione regolarmente, ma nonostante ciò non accadeva nulla di
significativo sul fronte africano. Vi furono inoltre periodi in cui le perdite
dei convogli restavano contenute, eppure il nemico otteneva successi di
spicco.
In ogni caso le sconfitte in Africa, anche quando apparvero provo-
cate dal mancato arrivo dei convogli, ebbero in realtà cause ben più
remote, rispetto alle quali l'andamento dei traffici agì come concausa
prossima non sufficiente.
In effetti Malta non fu in grado di esercitare alcuna influenza sui
traffici libici durante i primi sei mesi di guerra (da giugno a novembre
1940), eppure l'offensiva del settembre 1940 in Egitto si esaurì già a
Si di el Barrani. Ebbe invece notevole successo l'offensiva britannica del
dicembre successivo, che occupò tutta la Cirenaica fino a el-Agheila, ben-
ché a quel tempo i convogli subissero perdite abbastanza contenute: pro-
prio in dicembre l'Esercito ricevette il l 00% dei carburanti, delle armi
e delle munizioni, mentre si perdettero il 14,91% di carichi d'altro genere.
Ancora: in uno dei periodi peggiori per i convogli - dal giugno
al novembre 1941 incluso - arrivarono a destinazione il 77,3% dei
materiali, il 69,9% dei carburanti e 1'87 ,2% degli uomini partiti dall'I-
talia: eppure l'offensiva "Auchinleck" del novembre ottenne un clamo-
roso successo.
E non basta. Quando l'offensiva di Rommel si esaurì a el-Alamein,
la Regia Marina aveva, per mesi (dal dicembre 1941 al luglio 1942), por-
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