Page 460 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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L'asimmetrico  valore  di  Malta
                     Il  problema  di  Malta  è  in  effetti  rivelatore,  perché  risulta  stretta-
                mente connesso con gli  interessi essenziali  dell'Italia e della Gran Breta-
                gna nel Mediterraneo, cioè con i fattori primari di qualsiasi loro strategia
                marittima.
                     Fino a quando i rapporti italo-britannici si  erano mantenuti buoni,
                il  Mediterraneo  era  stato  usuale  via  di  collegamento  tra la  Gran  Breta-
                gna,  il  Medio  Oriente e l'Oceano Indiano.  Da  Gibilterra,  da  Malta,  da
                Cipro  e  dal  Canale  di  Suez,  le  forze  navali  britanniche  erano  in grado
                di garantirne la  sicurezza.  Malta,  sede  abituale  della  Mediterranean  Fleet,
                era  il  cardine  del  sistema.
                     In subordine l'isola poteva inoltre facilitare l'intervento  della  flotta
                britannica contro le comunicazioni marittime e le coste di eventuali nemici.
                     Questa  situazione  era  quanto  mai  condizionante  per  l'Italia,  ed  è
                facile  ravvisarne  le  ragioni:
                - i suoi commerci marittimi, che  rappresentavano poco meno dell'SO%
                  del  totale,  transitavano  necessariamente  per  il  Mediterraneo;
                - tutti  i  traffici  oceanici  passavano  da  Gibilterra· o  da  Suez;
                - i collegamenti con la Libia passavano integralmente nel Canale di Sici-
                  lia,  a  poche  miglia  da  Malta;
                - i possedimenti dell'Egeo e i porti del Mar Nero si  potevano raggiunge-
                  re  soltanto  passando  a  breve  distanza  da  Malta  e  da  Cipro;

                - le  colonie  del  Corno  d'Africa  potevano  essere  raggiunte  passando  da
                  Suez  o  facendo  il giro  dell'Africa:  cioè  passando  da  Gibilterra e  navi-
                  gando costantemente sotto il  controllo  delle basi britanniche del Golfo
                  di  Guinea,  del  Sud  Africa,  del  Somaliland  e  del  Golfo  di  Aden <9>.
                     La  crisi etiopica del  1935-1936 rese acuta questa radicale inferiori-
                tà  strategica  dell'Italia.



                (9)  In  particolare  i  traffici  provenienti  dai  mari  esterni  al  Mediterraneo  risultavano
                   così  distribuiti:
                      da  Gibilterra:   77%
                   -  dai  Dardanelli:  l 7%
                   -  da  Suez:      6%
                   Cfr.  P.  Bertinaria "Il Comando Supremo e la guerra", in AA.VV. L'Italia in guer-
                   ra.  Il primo  anno-1940,  Commissione  di  Storia  Militare,  Roma,  a  cura  dell'Ufficio
                   Storico  della  Marina  Militare  (d'ora  in  poi  U.S.M.M.),  1991.


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