Page 454 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il problema delle navi di superficie
Esclusa un'uscita delle forze navali al completo a causa della carenza
di nafta e di caccia per la scorta, Supermarina fece approntare sei incro-
ciatori e undici cacciatorpediniere: la III Divisione (ammiraglio Parona)
con i tre incrociatori pesanti Gorizia, Bolzano e Trieste scortati da due squa-
driglie di cacciatorpediniere (che comprendevano l'unità dotata di radar);
la VII Divisione di Da Zara, che questa volta comprendeva tre incrociato-
ri (quelli di "Mezzo Giugno" e il Muzio Attendo/o) con i relativi caccia.
Quelle navi avrebbero dovuto intervenire a ponente o a levante a se-
conda della situazione. Si prospettò anzi l'ipotesi di aggregare anche l'VIII
Divisione - incrociatori Giuseppe Garibaldi e Duca degli Abruzzi - nor-
malmente dislocata a Navarino.
Supermarina subordinò tuttavia l'impiego delle forze di superficie
alla concessione di una conveniente scorta aerea.
La Battaglia
Fin dalla giornata dell' 11 agosto Syfret dovette fare i conti con i som-
mergibili dell'Asse: a nord di Algeri il sommergibile tedesco U-73 affondò
con un siluro la portaerei Eagle. Si perdettero così sedici preziosi velivoli,
quando ormai Syfret aveva rimandato indietro due portaerei come previ-
sto dai piani.
Rimasero dunque solo due unità di quel tipo prima ancora di entra-
re nella fase più pericolosa della missione.
Il massimo contrasto cominciò tuttavia a manifestarsi a partire dalla
notte sul 12 agosto e durò fino alla mattinata del 13.
Gli attacchi aerei e quelli dei sommergibili di Maricosom - questa
volta assai ben condotti - provocarono al convoglio e alle navi da guerra
perdite sensibili.
La sera del 12, quando Syfret attuò la prevista inversione di rotta
cominciando a pendolare al largo dell'Algeria, il convoglio si inoltrò nel
Canale di Sicilia scortato dalla forza navale del contrammiraglio Burrough:
tre incrociatori - Nigeria, nave di bandiera, Kenya, Manchester- col vec-
chio Cairo e i caccia.
Già alle otto della stessa sera la situazione peggiorò sensibilmente,
quando il sommergibile Axum, con un audace e fortunato attacco condot-
to in affioramento, silurò contemporaneamente il Nigeria, il Cairo e la
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