Page 144 - L'Italia in Guerra. Il quarto anno 1943 - Cinquant’anni dopo l’entrata dell’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 144
144 FILIPPO STEF ANI
Le autorità italiane elevarono vibrate proteste verbali e scritte a quel-
le tedesche, non tutte inefficaci, perché quando ai tedeschi veniva fatta
la "voce grossa" essi ricorrevano alle spiegazioni, alla rimozione dei moti-
vi che avevano sollevato la protesta e talvolta persino alla esternazione di
scuse. Il 5 agosto il Comando Supremo, in seguito all'intensificazione del-
le prepotenze e dei soprusi, indirizzò una ferma lettera di protesta al gene-
rale tedesco presso il quartier generale delle Forze Armate italiane, Enno
von Rintelen, e ne diramò copia ai Capi di Stato Maggiore di Forza Ar-
mata, invitando questi ultimi a predisporre energiche reazioni alle ingiu-
7
stificate violenze tedesche. 0 )
Superesercito fu l'unico Stato Maggiore di Forza Armata che nei qua-
rantacinque giorni intervenne con il documento III C.T. nei riguardi de-
gli alti comandi periferici dipendenti, per metterli in guardia da eventuali
azioni dei fascisti e dei tedeschi dirette alla restaurazione del vecchio regime
e per indicare loro le predisposizioni cautelaci da adottare per fronteggia-
re l'eventualità. OS) Il 2 settembre, ottenuta la preventiva autorizzazione
(17) Il gen. Ambrosia, il 4 agostO, con il foglio 4512/op., scrisse al gen. tedesco Enno
von Rintelen, addetto presso il quartier generale delle Forze Armate italiane, una
lettera di protesta per il comportamento delle forze germaniche in Italia, di cui in-
viò copia ai Capi di Stato Maggiore di Forza Armata (foglio 15664/op. stessa data)
del seguente tenore: "Mi è notO che da qualche tempo, per "evitare incidenti" con
l'Alleato, comandanti di vario grado, reparti e singoli militari assumono un atteg-
giamento remissivo ed acquiscente di fronte a richieste germaniche non legittimate
né da ordini, né da direttive superiori. Avviene anche che non sempre si reagisce
ad atti violenti, ingiustificati, mentre non è ammissibile che ufficiali e soldati italia-
ni si lascino trattare in tal modo da ufficiali e soldati germanici: tale atteggiamentO
è estremamente pregiudizievole al nostro prestigio, lesivo per il morale delle nostre
truppe e della popolazione, e può in definitiva nuocere ai reali interessi dell'Italia
e della Germania. Ho pertanto indirizzatO al generale von Rintelen l'acclusa lettera.
Sulla base dei concetti in essa espressi, gli enti, cui la presente è diretta per compe-
tenza, sono pregati di dare particolari disposizioni perché atti ingiustificati di vio-
lenza non siano assolutamente tollerati e si reagisca energicamente". Il Capo di S.
M. Generale, gen. Ambrosia.
Comando 2 a Armata (Slovenia, Croazia, Dalmazia), Comando 4 a Armata (Pro-
venza), Comando 5 a Armata (Liguria e Toscana), Comando 7 a Armata (Italia me-
ridionale), Comando 8 a Armata (Veneto, Venezia Giulia e Tridentina), Comando
Superiore Forze Armate Sardegna, Comando Forze Armate Corsica, Comando Di-
fesa territOriale di Milano, Comando Difesa territoriale di Bologna.
(18) ContenutO del documento III C.T.: "salvaguardarsi dalle sorprese, provvedere e di-
sporre l'eventuale spostamento dei comandi in località più idonee alla loro difesa;
rinforzare la protezione degli impianti più importanti; controllare i movimenti del-
le truppe non nazionali e l'eventuale loro fiancheggiamentO ad opera di elementi
o simpatizzanti del caduta regime; predisporre colpi di mano, preparando poche
I-VOLUME-quarto-anno-1994.indd 144 03/03/16 16:49

