Page 572 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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PROBLEMI  DELLA  GIUSTIZIA                                        571

                    La difesa ricorse in Cassazione eccependo il difetto di giurisdizione
               dei Tribunali militari perché i fatti  commessi dagli  ammutinati costitui-
               vano reati di collaborazionismo con il tedesco invasore, attribuiti a norma
               del D.L.L. 22 aprile 1945 alla competenza delle Corti d'Assise straordina-
               rie.  La  Corte Suprema con decisione sconcertante accolse il  ricorso,  rin-
               viando la  causa alla  Corte di Assise  straordinaria di Grosseto,  la  quale,
               accordate le  circostanze attenuanti generiche, condannò i  principali im-
               putati a 30 anni di reclusione e gli altri a pena detentiva di minore durata.


               La svolta di Salerno e  l'epurazione

                    La cosiddetta svolta di Salerno si concretò, come è noto, il 22 aprile
               1944 con la formazione del primo governo democratico e rappresentativo
               dopo  un ventennio  di  dittatura.
                    Presidente del Consiglio rimase Badoglio, ma ministri e sottosegreta-
               ri rappresentavano i partiti del C.I.N. Unici ministri tecnici furono i mili-
               tari  che  mantennero  i  loro  dicasteri.
                    Il precedente governo Badoglio burocratico-militare non aveva rav-
               visato la necessità di istituire giudici speciali per la punizione dei "crimi-
               ni  fascisti".  Si  era limitato a  reintegrare prima in incarichi  ed impieghi
               i perseguitati dal fascismo  che avevano perso i loro posti di lavoro a ca-
               gione delle idee professate e poi ad emanare con R.D.L. 28 dicembre 1943
               n.  29  norme sulla  defascistizzazione.

                    Con R. D.L. 12 aprile 1944 n. lO l  aveva istituito un Alto Commissa-
               rio  per l'epurazione  nazionale  del  fascismo.

                    Il  nuovo governo di  struttura eminentemente politica  si  rese  inter-
               prete della generale volontà di punizione dei delitti fascisti e di  "collabo-
               razionismo" con l'invasore tedesco.  Con R.D.L.  26 maggio  1944 n.  134
               emanò quindi le norme per la punizione dei delitti e degli illeciti del fasci-
               smo.  Si  trattava di un piccolo codice diviso  i due titoli,  l'uno compren-
               dente le norme di diritto sostanziale e l'altro di diritto processuale.  Esso
               derogava ad alcuni principi fondamentali del diritto e del processo pena-
               li,  quali la  prescrizione dei  reati  e  l'  intangibilità della  cosa giudicata.
                    Erano annullati gli effetti della prescrizione, delle amnistie e degli in-
               dulti ed era prevista la  revoca  delle grazie concesse  quando  i  provvedi-
               ~enti riguardavano delitti di particolari gravità, espressamente indicati.








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