Page 129 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza 127
I Ragazzi del ’99
Il loro contegno è stato magnifico
La classe 1899 fu l’ultima leva, la ventisettesima a partire da quella del
1874, della Grande Guerra. Circa 265 mila giovani dal maggio 1917 furono
chiamati a vestire la divisa. Dopo un breve corso di istruzione, entrarono sul-
la linea del fuoco nel novembre dello stesso anno e, schierati dal Grappa al
Piave, condivisero il momento più critico per le armi italiane. L’impiego delle
nuove reclute avvenne quando ormai la travolgente spinta delle truppe degli
Imperi centrali era già stata arginata, ma il loro arrivo al fronte rappresentò
un’ondata di entusiasmo, di speranza, di fiducia dopo i tre lunghi anni di guer-
ra. Erano i soldatini, i bocetti, i fanciulli, i ragazzi, erano la personificazione
dell’Italia futura che non voltava le spalle all’avversità, che non si piegava, ma
in quest’ora suprema di dovere e di onore combatteva con ardente entusiasmo
a fianco dei compagni più anziani. Armando Diaz, capo supremo da dieci gior-
ni, diramò quest’ ordine del giorno dopo la battaglia del 17 novembre a Fagarè
sul Piave, salutata come la prima vittoria successiva a Caporetto: i giovani del
’99 andarono all’attacco cinque volte alla baionetta per riaffermare con la loro
azione e con il loro impeto no, non passeranno mai più!
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REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
ORDINE DEL GIORNO DELL’ESERCITO
(da diramare fino ai comandi di plotone)
I Giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco.
Il loro contegno è stato magnifico e sul fiume che in questo momento sbar-
ra al nemico le vie della Patria, in un superbo contrattacco, unito il loro arden-
te entusiasmo all’esperienza dei compagni più anziani, hanno trionfato; alcuni
battaglioni austriaci che avevano osato varcare il Piave sono stati annientati;
1200 prigionieri catturati; alcuni cannoni presi dal nemico sono stati riconqui-
stati e riportati sulle posizioni che i corpi degli artiglieri, eroicamente caduti
in una disperata difesa, segnavano ancora.
In quest’ora suprema di dovere e di onore nella quale le Armate con fede
salda e cuore sicuro arginavano sul fiume e sui monti l’ira nemica, facendo
echeggiare quel grido di “Savoia” che è sempre stato squillo di vittoria, io vo-
glio che l’Esercito sappia che i nostri giovani fratelli della classe 1899 hanno
mostrato di essere degni del retaggio di gloria che su di essi discende.
ZOna di guerra, Li 18 nOvembre 1917
IL CAPO DI S. M. DELL’ESERCITO
A. DIAZ

