Page 134 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                       stra esaltazione è tale che si vive solo della nostra guerra; quando
                       le dico che il mio dolore mi ritorna ogni tanto come una parentesi
                       da un’altra vita. Povera mamma!
                       Pensi che il fuoco d’artiglieria nemica è tale che la neve è scompar-
                       sa dai monti nostri per il vampare delle cannonate nemiche che la
                       sciolgono e tornano a far nereggiare le montagne.
                       È notte e abbiamo un momento di pausa. Ma son quattro giorni e
                       quattro notti che non si dorme e si cammina e si lavora. Scusi dunque
                       se scrivo sconnesso: è per sentirmi legato al caro mondo lontano.

                     15 diCembre
                       Nuovo giorno di vittoria! Abbiamo tenuto una cima! Ma il bollettino
                       nomina le fanterie mentre sono i cari nostri alpini – eroici fra gli
                       eroici – gli ultimi che hanno tenuto e che scompaiono gloriosamen-
                       te. Quanti cari amici! Corsi, Caimi, Parisano, e che fine!
                       Qui si vive di passione guardando lassù, dove il fuoco di artiglieria
                       è tale che liquefa la neve e fa nereggiare le montagne.
                       Scusate se scrivo poco, ma è tardi e dormo fin che si può. Salutate
                       per me il nuovo ritratto del papà.
                     17 diCembre
                       Cara mamma, un’altra giornata di combattimento sostenuta oggi
                       dai prodi della brigata Reggio al cui Comando sono da ieri. Si sono
                       portati magnificamente e hanno mantenuto le posizioni sotto il so-
                       lito bombardamento infernale e a sera è sopraggiunta una grande
                       nevicata. Anche oggi avevamo una Divisione germanica di fronte.
                       Tensione nervosa tutto il dì, che si risolve ora nella soddisfazione
                       delle posizioni mantenute. Altri cari amici perduti…
                       Come mi sembrano lontani quei tristissimi e pur carissimi giorni di
                       Milano: [Castellini era rientrato a Milano per i funerali del padre]
                       mi sembra di essere in un mondo lontano, e di parere a voi quasi
                       dimentico. Ma capirete invece che qui – pur avendo l’animo altis-
                       simo – si vive vicino a tali dolori, a tali centinaia di morti e di feriti
                       strazianti, in tale passione per questi poveri bravi soldati (in gran
                       parte bambini del ’99) sotto il fuoco e la neve, che sembra impossi-
                       bile un momento di raccoglimento verso di voi.


                                                      Gualtiero Castellini, Lettere. 1915 – 1918,
                                    Milano, Fratelli Treves, Editori, 1921, pp. 258; 261; 267 – 268.
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