Page 149 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              147

                      Il capitano Ajraghi ed io ci siamo guardati, sorridendo di un tanto ingenuo
                    sotterfugio.
                    — E credete che così non la trovino!
                    Il vecchietto s’è turbato:
                    — Dixelo de si?... Alora vado a sconderla lontan, in fondo al bosco.
                      Su per la parete della torre, sopra al nascondiglio della bandiera, si arram-
                    picava una vite americana folta di foglie ranciate e vermiglie, pronte a cadere
                    al primo soffio di vento, molte delle quali marcivano anzi già sul terreno.
                    — Guardate, brav’uomo, non importerà forse lavorar tanto. Basterà farci ca-
                      dere sopra le foglie di quella vite; ma con naturalezza...
                      Il custode ha capito che era una buona idea, e attaccatosi senz’altro al gam-
                    bo della pianta l’ha scosso in modo che le zolle, l’erba vicina ed anche il viot-
                    tolo sono stati in un momento coperti di un tappeto purpureo.
                      Usciti da quel luogo di grazia e di bontà, di primitivo eroismo, magari, il
                    mio compagno ed io ci siamo fermati ancora un poco sullo spiazzo solatio.
                      Nello smagliante e solenne silenzio si udiva il piccolo verso di uno scric-
                    ciolo fra gli allori.
                      Un fringuello cantava nel cimitero.

                    Il sacrificio è compiuto. Passeremo il Piave.



                    fra COnegLianO e iL piave, notte.
                    Sotto le file degli ippocastani, lungo la strada diritta, nel buio profondo, gruppi
                    neri di soldati si muovono come fantasmi, investiti a mano a mano dalla luce
                    bianca dei fanali in corsa.
                    — Voi dove andate?
                    — Al Piave, signor...
                    E cercano di distinguere i gradi al berretto, alle maniche.
                    — Di dove venite?
                    — Dalla Bainsizza. — Dal San Gabriele — Dalla Carnia — Dal San Marco.
                    — E il vostro fucile?
                    — Me l’hanno ritirato a Manzano.
                    — E il vostro?
                    — Eccolo.
                    — E il vostro?
                    — L’ho lasciato. Non ne potevo più. Cammino da dieci giorni.
                    — E i vostri ufficiali dove sono?
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