Page 152 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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150 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
di guardia. Molti che sopraggiungevano hanno dovuto obbedire all’ordine.
Ma erano appena spariti sulla via di Nervesa, che i carabinieri hanno stura-
to le bottiglie e si sono messi a bere.
* * *
LOnigO, 16 novembre.
Solita vita a Lonigo, nel rapido disfacimento del Comando.
Ogni giorno partono ufficiali comandati altrove.
Il mio servizio si riduce a quasi nulla, e passo le giornate in un ozio uggioso
aspettando di andarmene anch’io al più presto.
Si dice che il generale Capello otterrà un nuovo comando e allora, io, il
capitano Ajraghi, Lorenzoni, e qualche altro che l’ama e lo stima, faremo di
tutto per andar con lui.
Una grande gioia mi viene dal sentire che la nuova linea è costituita e si
rinsalda, e potrà resistere. Sono orgoglioso di aver avuto ragione contro i di-
sperati di Montebelluna. La mia fede è forte e non vacilla. C’è una fatalità di
vita e di grandezza per l’Italia.
Ma in questa tranquillità dello spirito ritrovata, come cresce la nostalgia
per il brano di patria perduto!
Con passione divorante rievoco i luoghi, la bellezza abbandonata. Udine,
Cormons, le alpi serene, il Carso vermiglio come lo vedevo al tramonto dal
mio letto d’ospedale, carico di sangue e di gloria; le città e le campagne felici
e molli, vestite di colori smaglianti e di sole.
Mi è caro anche l’inferno di Cividale, il ricordo dell’orrida notte, in cui ho
tanto sofferto, in quel silenzio ostinato delle montagne in pericolo, più pauro-
so di qualunque fragor di battaglia.
Quando ritorneremo fin là, più oltre ancora, nella luce della vittoria?
(E Giuliute! Che sarà stato di lei?)
LOnigO, 19 novembre.
Il generale Capello ha avuto l’incarico di costituire una nuova armata con
i resti sbandati, della seconda, della terza, e della quarta, raccolti indietro, nei
campi di concentramento, e con «elementi» nuovi che verranno dai distretti e

