Page 262 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                  “Vestito impermeabile” indossato nell’impresa di Pola

                     Io sono a prua dell’apparecchio, l’ingegnere a poppa, procediamo piuttosto
                  lentamente: la fosforescenza dell’acqua è straordinariamente forte. Intorno a
                  noi e su di noi stanno l’Ignoto e la Notte, entrambi oscurissimi e silenziosi.
                  Sembra che tutto sia morto, che sole cose vive nell’immensità e nel mistero
                  siano i riflettori del nemico e i due nostri cuori concordi.
                     L’ingegnere che ha il governo della macchina, rinforza il moto: un’ondata
                  di acqua mi investe e mi penetra nel collo e mi scende lungo il petto: è fredda,
                  più dell’acqua della laguna Veneta nella quale mi esercitai al nuoto, ogni notte
                  per molti mesi. Forse mi sembra molto più fredda perché io sono molto caldo
                  e il cuore mi batte con forza, in virtù della canfora che ci siamo iniettati. Si co-
                  mincia a disegnare nell’oscurità la massa di C[apo] Compare; il Comandante
                  Ciano ci ha detto nelle sue istruzioni che bisognava tenerlo alla nostra de-
                  stra per andare a cadere sulle ostruzioni esterne, e procediamo così
                  ancora per un tempo che è breve ma che a me sembra lungo.
                     Alle 22 1/2 precise urtiamo contro la ostruzione ester-
                  na: sono tanto cilindri metallici vuoti, lunghi non più
                  di tre metri e tra i quali sono sottesi dei
                  grossi cavi di acciaio di un paio di
                  metri di lunghezza.
                     A forza di braccia, tenendoci                                La “Mignatta”
                  con  una  mano  all’apparecchio                            di Rossetti e Paolucci
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