Page 271 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La vittoria 269
L’affondamento della Viribus Unitis
Veggo i grossi cannoni delle torri trinate abbattersi come giocattoli ma è un
attimo, perché scompaiono: si presenta in aria immensa, lucente, verdognola,
la chiglia che pienamente affonda. E su questa chiglia vedo un uomo che si
arrampica, che raggiunge la vetta, che si ferma diritto. Riconosco il Coman-
dante Vokovic, che morirà poco dopo colpito da una trave sulla testa, mentre,
sottraendosi al gorgo, cerca di salvarsi a nuoto.
Alle 6,40 dove era la Viribus Unitis, l’acqua rinchiusa sul suo cadavere
bolle in un risucchio spumoso.
La barca sulla quale noi siamo ci porta ad una banchina, dalla quale,
seminudi e stillanti acqua, veniamo condotti a bordo della Nave Ospedale
“HABSBURG”. Ho le mani gelide, i piedi gelidi, sento il fegato che mi duole,
forse per la congestione dovuta alla stasi sanguigna; un marinaio appena sceso
a terra mi dona un pugno nella regione epatica e sto per svenire; ma mi sostie-
ne la presenza dell’Ingegnere che a testa alta, fiero come un romano antico,
cammina davanti fulminando con gli occhi i marinai che vorrebbero tenerlo
per le braccia.
A bordo dell’Habsburg un medico mi tocca il polso mi dice “fünfzig” (cin-
quanta), ordina che mi portino del caffè caldo; l’Ingegnere che sta meglio di
me viene in mio aiuto facendomi un po’ di massaggio alle gambe intirizzite;
dopo poco una nera bevanda calda, che chiamano caffè ed una sigaretta mi
ristorano.

