Page 272 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
P. 272

270                         Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria

                     Credo inutile raccontare le peripezie del I° Novembre e la triste preoccu-
                  pazione, durata per fortuna pochi minuti, di essere portati alla fucilazione da 8
                  sentinelle e da un sott’ufficiale armati di fucile con baionette e revolver.
                     Credo non necessario parlare dei cinque giorni di prigionia durante i quali
                  siamo stati trattati cavallerescamente.
                     Alla fine del 5° giorno, mentre me ne stavo affacciato al finestrino della
                  mia cabina vedo la Saint Bon che entra nel porto di Pola. Mi sembra di so-
                  gnare. Scappo in coperta, trovo un megafono, grido folle di gioia, grido alla
                  vecchia nave della Patria: Ammiraglio di Saint Bon, Viva il Re. Ma nessuno
                  risponde. Ripeto insieme all’ingegnere il grido, ed un uomo che sta sulla plan-
                  cia, circondato da un folto Stato Maggiore si toglie il berretto, lo agita in aria,
                  grida: “VIVA IL RE”!
                     E’ l’Ammiraglio CAGNI.
                     La sera del 5, liberati, andiamo a bordo della Saint Bon dove S.E. l’Ammi-
                  raglio Cagni ci aspetta sul barcarizzo insieme a tutti gli altri ufficiali. L’equi-
                  paggio e gli uomini del corpo di occupazione sono sulle batterie, sulla coperta,
                  sulle coffe, aggrappati alle ciminiere.
                     Gridiamo, l’Ingegnere ed io, mentre siamo per mettere piede sulla scaletta
                  della Saint Bon, sul suolo della Patria, gridiamo togliendoci il berretto: VIVA
                  IL RE e ci risponde un urlo di gioia, un urràh formidabile. L’Ammiraglio ci
                  abbraccia mentre gli uomini urlano ancora gli urràh.
                     Alle 7 della mattina, con la Torpediniera 16 O.S. andiamo a Venezia.
                     Venezia è coperta di nuvole basse, completamente, ma dalle nuvole al li-
                  vello di Malamocco riesco a vedere una punta oscura, che fuoriesce. È il Cam-
                  panile di S. Marco, il campanile della nostra vecchia repubblica, della nostra
                  antica gloria marinara.

                                  Raccolta di base dei documenti storici della R. Marina 1861-1939,
                                 Rapporto del maggiore Raffaele Paolucci, busta 1211, fascicolo 1.
                                 Ivi, Rapporto del tenente Raffaele Rossetti, busta 1211, fascicolo 1.
   267   268   269   270   271   272   273   274   275   276   277