Page 282 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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280 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
Giovanni Comisso
Sull’alto dei monti un poco alla volta,
come la notizia si diffondeva, si vedevano razzi
innalzarsi nel cielo
Comisso si trovava a Crespano, alle pendici del Grappa come responsabile
delle trasmissioni. Al suo ufficio pervenne un telegramma con la notizia tanto
attesa: la guerra era finita. Attento, responsabile, preciso non si trattenne a fe-
steggiare con i commilitoni, ma partì per raggiungere il comando della sua LI
divisione a Schievenin nell’Alto Trevigiano dove giunse dopo un viaggio di
un giorno, quando ormai era sera. Qui nessuno ancora sapeva nulla, consegnò
il bollettino a un ufficiale dello Stato Maggiore che, dopo averlo letto, uscì e
gridò: Truppe della cinquantunesima divisione, attente che vi devo dare una
notizia che v’interessa!
]
Ebbi notizia che il comando di divisione con la mia compagnia; scavalca-
te le montagne, si trovava nella valle di Schievenin e preparate provviste di
viveri, decisi di raggiungerlo coll’autocarro. Dall’ufficio telegrafico venne di
corsa un mio soldato pallido e quasi incapace di parlare per farmi leggere un
telegramma arrivato in quel momento: la guerra era finita. La notizia si diffuse
in tutte le case, in tutti gli accantonamenti e i soldati si agglomerarono sulla
piccola piazza. La notte scendeva e da per tutto nella campagna si accendeva-
no fuochi. Sull’alto dei monti un poco alla volta, come la notizia si diffondeva,
si vedevano razzi innalzarsi nel cielo e grandi fiammate come se gli artiglieri
bruciassero la balistite e dalla pianura i riflettori tagliavano pazzamente la not-
te. Nella piazzetta alcuni trombettieri tentarono d’intonare una marcia patriot-
tica. Un soldato di sanità lesse il bollettino e pareva volesse fare un discorso,
ma l’ebbrezza e il frastuono ebbero il sopravvento.
Partii con l’autocarro, ci volle tutta la notte e il giorno dopo per arrivare
fino a Fener, tanto la strada era ingombra di carriaggi e di truppa in marcia. Di
qui proseguii a piedi per Schievenin. La strada era distrutta dai tiri e ostruita
da case crollate. Trovavo batterie abbandonate e armi d’ogni genere. Arrivai
a Schievenin che incominciava la notte tra le cupe montagne irte di cime. Vi

