Page 302 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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300 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
ma di farci intendere che in tutte le case di Trento c’era un po’ di casa nostra
ad aspettare… Ci accompagnammo per via coi signori Bernardi, e dopo pochi
istanti fummo come vecchi amici, in un loro salottino stracolmo, dove i com-
mensali guardavano con occhi lustri le nostre stellette e le nostre mostrine,
e dove si parlava dell’Italia con voce carezzevole e tremante, teneramente,
religiosamente, come settant’anni fa.... Ci accompagnammo per via col signor
Suster e dopo poche ore fummo, come vecchi amici, ospiti suoi in una grande
camera quieta, alla quale chiedemmo finalmente un po’ di riposo dopo tante
emozioni....
Ma ancora, già passata da un pezzo la mezzanotte, la città era piena di
tumultuoso tripudio; entrava dalle finestre il bagliore di qualche incendio lon-
tano appiccato dagli austriaci in fuga, ma dai quartieri del centro giungevano
ondate di clamori giocondi, ventate di Inno di Mameli a purificare le vecchie
strade ingombre ancora dalla soldataglia. In quella strada appartata, su cui da-
vano le finestre della nostra camera, c’era però un gran silenzio: e udii parlare,
in quella quiete, due popolani, un vecchio e una vecchia, a quanto capii dalle
voci, che tornavano a casa mentre là, sulle piazze, i giovani cantavano sempre
e la fanteria italiana seguitava a sfilare…Disse una voce: «Ma eh, siora Ma-
rieta, che zornada ?!». «Mi non ghe credo ancora». «I xe vegnui, finalmente,
i xe vegnui sti benedeti da Dio! ... ». E la voce del vecchio aggiunse: «Da
cinquant’anni li aspettavo: ora posso morire contento».
Piero Calamandrei, Come fu liberata Trento,
in «La Lettura. Rivista mensile del Corriere della Sera», 1° novembre 1919.

