Page 303 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La vittoria 301
Filippo Tommaso Marinetti
Ho uno strano viso feroce, violento, aggressivo
ma i miei occhi sono pieni di lagrime di gioia
Gli ultimi momenti di guerra furono vissuti con il consueto travolgente
entusiasmo dal tenente dell’8ª squadriglia auto mitragliatrici blindate Filippo
Tommaso Marinetti. Si trovava a Chiusaforte, in Carnia, il fondatore del mo-
vimento futurista, quando con la sua autoblinda Ansaldo – Lancia 1Z, da lui
ribattezzata l’alcova d’acciaio, fu raggiunto dalla notizia dell’affondamento
della Viribus Unitis e poi da quella dell’ingresso delle truppe italiane a Trento
e a Trieste. Allora, come lungo tutto il fronte, il senso di liberazione per la fine
del conflitto sfociò in un’espressione collettiva di gioia che Marinetti tradusse
con straordinaria violenza espressionistica: Sento gonfiarsi nel cielo un altro
blocco di Felicità sovrumana. Blocco rotolante che precipita giù sui declivi
delle nuvole per colpirmi in pieno petto.
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ChiusafOrte, 3 nOvembre 1918
Un motociclista infila come un proiettile il ponte e si ferma in mezzo a noi
gridando: — La Viribus Unitis è saltata! Scoppio di urrà frenetici. Il mio cuore
si rifiuta di accogliere questa gioia massacrante. Non è preparato a questo ga-
loppo furente di notizie giganti. Faticosamente, dolorosamente, il mio cuore
ingoia godendo ma soffrendo come una gola lacerata. Sento gonfiarsi nel cielo
un altro blocco di Felicità sovrumana. Blocco rotolante che precipita giù sui
declivi delle nuvole per colpirmi in pieno petto. Ha un rumore battente come
di mitragliatrice, ma allegro, allegro. Non è il ta ta ta ta micidiale, ma il top top
top top delle grandi ispirate velocità. È una seconda motocicletta. La guida un
sergente bersagliere, che rallenta, agitando col braccio sinistro il suo fez rosso,
gli occhi schizzati fuori dall’entusiasmo: — I nostri sono entrati a Trieste e a
Trento! Un impeto selvaggio mi scuote. Mi slancio, lo afferro pel braccio, e lo
tengo fermo. Si ribella, quasi cade. Cado quasi con lui e la sua motocicletta.
— Se menti, ti brucio le cervella! gli urlo. Dimmi! Spiegami! Giurami! Che è
vera, sicura, la notizia! — Lo giuro, me lo ha ripetuto tre volte il generale in
persona! — Giura! — Giuro. — Su tua madre! — Su mia madre. — Aaaah!

