Page 304 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                  Un autoblindo mitragliatrice IZ nei giorni della vittoria



                  aaaaah! Mi comprimo colle due mani il cuore che si gonfia, si gonfia dilatan-
                  do, spaccando, le sue pareti che sono ora quelle enormi montagne, mentre la
                  mia bocca spalancata beve, con trionfale voluttà lo smisurato fetore dei pri-
                  gionieri austriaci, tutta l’infinita anima fetente dell’impero nemico sconfitto.
                  Ho uno strano viso feroce, violento, aggressivo ma i miei occhi sono pieni di
                  lagrime di gioia. Le povere contadine sfinite di fame stanchezza che s’avan-
                  zano piegate sotto la gerla lungo il treno pieno del loro bestiame rubato, mi
                  commuovono fino al singhiozzo e insieme arricchiscono le mie mani di artigli
                  vendicativi.


                                  Filippo Tommaso Marinetti, L’alcova d’acciaio: romanzo vissuto,
                                                        Milano, Vitagliano 1921, pp. 322 – 324.
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