Page 392 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             con l’obiettivo di effettuare il passaggio sul Nieuport da caccia. Alla fine del 1917 tornò nuo-
                             vamente al fronte, prestando servizio presso la 76ᵅ Squadriglia e poi presso la 78ᵅ Squadriglia.
                             Durante la sua partecipazione al Primo conflitto mondiale tenne un brillante comportamento
                             nei combattimenti aerei, guadagnandosi onori e onorificenze, conquistando il titolo di “Asso”
                             e ottenendo la promozione al grado di sottotenente. Nell’immediato dopoguerra ampliò il pro-
                             prio bagaglio culturale prendendo parte a una missione aeronautica in Francia, guidata dal gen.
                             Pier Ruggero Piccio, e svolgendo diversi incarichi presso la Direzione tecnica dell’aviazione
                             militare, l’Istituto sperimentale aeronautico e l’Intendenza generale del Commissariato per
                             l’aeronautica; inoltre, nel 1920 partecipò al raid Roma-Tokio che vide il trionfo dei piloti Arturo
                             Ferrarin e Guido Masiero ma che per M. s’interruppe ad Aleppo (Siria), a causa di un incidente
                             in decollo. Gli Anni Venti segnarono anche il suo passaggio nei ruoli della Regia aeronautica.
                             Nel 1926 venne posto alla guida dell’Ufficio stampa del Gabinetto del ministro dell’Aeronau-
                             tica e, negli anni a seguire, venne assegnato, quale comandante, al 7° Gruppo aviazione d’as-
                             salto, al 5° Stormo d’assalto e alla 5° Brigata aerea d’assalto, ottenendo la promozione a
                             generale di brigata aerea nel 1937, anno in cui venne inviato in Somalia per guidare, fino al
                             settembre 1938, il Settore aeronautico Sud dell’Africa orientale. Dopo l’8 settembre 1943 M.
                             si sottrasse ai bandi della RSI fino alla liberazione di Roma e venne, nel maggio 1945, posto
                             in congedo per questioni di salute. M. è anche noto per le sue idee concernenti l’impiego del-
                             l’arma aerea. Difatti, a partire dagli Anni Venti, accanto alla carriera militare, iniziò a dedicarsi
                             a un’intesa attività pubblicistica in materia aeronautica, diventando, insieme a Giulio Douhet,
                             uno dei primi e più innovativi teorici di strategia aerea, raggiungendo una fama e ottenendo ri-
                             conoscimenti anche oltre i confini nazionali. La sua visione di guerra aerea, basata sulla coo-
                             perazione  e  interoperabilità  tra  forze  aeree, terrestri  e  navali, entrò in contrasto con la
                             concezione strategica douhettiana (così come espressa, ad esempio, nel trattato Il dominio
                             dell’aria del 1921) e trovò una piena maturità nello scritto Quel che l’aviatore d’assalto deve
                             sapere del 1936 e, ancora, in una serie di articoli editi nel 1937 su «Rivista Aeronautica». Nel
                             profilo biografico di M. rilevanti furono anche la presidenza della Reale unione aeronautica
                             (1938-1939) e dell’Ufficio editoriale aeronautico (1939) e, ancora, la direzione della «Rivista
                             Aeronautica» (1940-1943). In aggiunta, creò il periodico «Ali di guerra» e diede alle stampe,
                             nell’aprile 1943, Gli eroi alati dell’assalto, libro scritto con lo pseudonimo Demezio Zemaco.
                             Dopo il congedo si occupò, a partire dal 1945, della direzione della nuova «Rivista Aeronau-
                             tica», sottratta, formalmente, al controllo delle autorità aeronautiche, e gestita dall’Associazione
                             culturale aeronautica, istituita a Roma nello stesso 1945 proprio da M., spinto dall’on. Luigi
                             Gasparotto, allora ministro dell’Aeronautica, e dal capo di Stato maggiore della Forza armata,
                             il gen. Mario Ajmone-Cat. Nel 1950 fu estromesso dalla direzione della rivista, che lascerà de-
                             finitivamente nel 1953, in quanto contrario alla dottrina della risposta massiccia nucleare, allora
                             in voga nella NATO. Ancora non domo affidò il suo pensiero a una serie di opere, tra cui Di-
                             rettiva per l’Aviazione militare del 1967 (pubblicata per la prima volta nel 2006 su «I quaderni
                             della Rivista Aeronautica»), Guerra agli inermi e aviazione d’assalto (1965), Aquila rossa.
                             Direttiva (1969) e Le sorti progressive dell’Aviazione militare (1970). Morì il 2 novembre 1971
                             a Roma.
                             Le carte sono state donate all’USAM nel 2014 dagli antiquari Gianmarco e Alberto

                             Donati. Il nucleo documentario contiene corrispondenza (ringraziamenti, lettere di
                             presentazione di articoli proposti, inviti a presenziare eventi e telegrammi), rela-



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