Page 193 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
P. 193
impag. Libro garib CISM 19-02-2008 13:12 Pagina 191
LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA 191
«Le truppe regie, lasciati gli alloggiamenti sotto il monte Pellegrino, co-
minciarono a comparire sul porto verso le ore 5; numerosi legni napoletani
da guerra e non pochi legni da trasporto francesi dovevano imbarcarle.
«Nino Bixio, con tre o quattrocento volontari, fu presente alla partenza. I
reggimenti napoletani passarono dinanzi a lui in buon ordine, e con sembian-
te né allegro né mesto; solo qualche ufficiale... si contentò di guardare in ca-
gnesco lui e i suoi uomini le cui vesti cadevano a brandelli.
«Ma quando venne la volta dei reggimenti stranieri, la faccenda mutò d’a-
spetto. Li precedeva il colonnello von Mechel, vecchio e feroce soldato sviz-
zero, il quale bestemmiava in italiano e in tedesco, lagnandosi che per colpa
di un governo pecorone e di qualche generale d’anticamera più che da cam-
pagna, egli, vecchio e leale soldato, dovesse volgere le spalle dinanzi a pochi
stracciati ragazzi ed una spregevole popolaglia.
«L’insolente mercenario, che avrebbe voluto vedere subissata la città sotto
le bombe, non sapeva darsi pace, e giunto dinanzi a Bixio, esclamò: «Ci rive-
dremo». E Bixio rispose alzando il dito: «Ti rivedrò a Napoli!». La soldatesca
rispose a quella sfida del prode genovese con un ruggito; i volontari gridaro-
no in coro: «Viva l’Italia!».
«Ad un tratto tutte le campane, mute da tanti giorni, si sciolsero, come
quando si annunzia che risorto è Cristo, e con lieti concenti, annunziarono
che le soldatesche del Borbone partivano a buon viaggio sul mare. Sui tetti,
sui campanili, era un agitar di fazzoletti, un gridare senza fine. Poi di fondo
a via Toledo, cominciò a venir su pian piano la folla; quella folla urlava con
centomila e più bocche e cresceva a ogni passo... Poco dopo la piazza Preto-
ria era piena di popolo, e le grida del popolo chiamavano Garibaldi.
«L’Eroe liberatore venne sul balcone: «Popolo di Palermo, - gridò - popo-
lo delle barricate, col quale ho diviso speranze, pericoli e gloria!... Popolo, che
lasciasti rovinare le tue case, innanzi di piegare il capo alle ignominiose pro-
poste dei tiranni, eccoti libero!...».
Il 19 sbarca a Castellammare del Golfo e a Trappeto la spedizione Medici,
ordinata apertamente sotto il patrocinio del governo sardo e scortata dalle na-
vi da guerra per tutta la traversata.
Porta il gagliardo soccorso di 3500 volontari, 8000 carabine rigate e
400.000 cartucce. Invece la spedizione Corte di 900 uomini, imbarcatasi il
giorno 8 su una nave americana a Cornigliano e Sestri, era stata catturata dal-
le navi regie Fulminante e Fieramosca, e tradotta a Gaeta.

