Page 196 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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194 IL GENERALE GIUSEPPE GARIBALDI
parto a Spadafora e S. Martino e occupare Gli Archi, trivio di strade fra Mi-
lazzo, Barcellona e Messina. Scopo dell’occupazione vigilare e garantire Mi-
lazzo, stendersi al massimo fino a Barcellona, non assalire, ma difendersi so-
lo se assalito.
Bosco non fa a Gesso l’inutile cambio degli avamposti, e pernotta il 14 a
Spadafora, ove lascia qualche reparto. L’indomani riprende la marcia, scam-
bia qualche fucilata con gli avamposti del Medici, ma anziché proseguire di-
ritto su Meri con meraviglia dei garibaldini piega a destra, per una via angu-
sta e malagevole, che dalla chiesuola de Gli Archi mette alla marina di levan-
te, e traversando rigagnoli, pantani e le alte sabbie della spiaggia, giunge a Mi-
lazzo, accampando nella spiaggia di San Papino. Quella occupazione desta
grande sconforto nella popolazione di Milazzo, che essendosi gravemente pre-
giudicata verso i liberali, teme ora le vendette di Bosco.
Il 16 si spiega alla base della penisoletta, e protende la sua sinistra fino a
Gli Archi (parte dell’VIII battaglione cacciatori, 1 plotone cavalleria, 2 pezzi,
al comando del maggiore Maring).
Medici per conto suo avanza sulla sinistra del Mela.
La mattina del 17 Bosco attacca con un battaglione l’estrema destra, con
un altro l’estrema sinistra garibaldina. Il combattimento è più vivace all’ala
destra, comandata dal colonnello Simonetta. I regi, riconosciuta forse la loro
inferiorità numerica, dopo poco si ritirano. Ma Medici, prevedendo un solle-
cito ritorno offensivo, rapidamente spinge l’ala destra sino a S. Filippo, con
un distaccamento presso Corriolo, sul Nocito; inoltre sbarra con una robusta
barricata il quadrivio S. Filippo - Santa Marina sulla strada principale Meri -
Milazzo.
Il ritorno offensivo di Bosco non si fa infatti aspettare; nel pomeriggio da
Gli Archi lancia all’attacco la sua ala sinistra, raddoppiata di forza, contro la
destra di Medici di qua dal Nocito, presso Corriolo. La destra dei regi da
principio si tiene piuttosto indietro sullo stradale da Milazzo a Meri, poi
avanza risolutamente anch’essa, quando vede che l’ala sinistra, per la energi-
ca resistenza incontrata, corre pericolo di esser rotta e tagliata fuori dal corpo
principale. Divampa allora il combattimento su tutta la linea, specie alla bar-
ricata centrale. Sopraggiunte due compagnie del reggimento Malenchini, una
dei Cacciatori di Garibaldi e una dei Cacciatori dell’Etna, dopo ripetute ca-
riche alla baionetta, l’attacco borbonico è respinto. Medici rimane sulle posi-
zioni; Bosco, che è stato malcontento del maggiore Maring, gli toglie il co-

