Page 194 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                      25 GIUGNO - Francesco II dà la costituzione, con un viceré per la Sicilia
                   nella persona di uno dei principi reali. Concessione ormai tarda ed inutile.
                   Perduta Palermo, non poteva tardare la perdita della Sicilia.


                      30 GIUGNO - Per mediazione del governo americano è lasciata in libertà la
                   spedizione Corte, la quale rafforza Garibaldi ai primi di luglio.

                      7 LUGLIO - Sbarca a Palermo la spedizione Cosenz, forte di 1500 uomini.


                      10 LUGLIO - II capitano Anguissola, comandante dalla corvetta regia la Ve-
                   loce si dà a Garibaldi. La nave viene ribattezza col nome di Tukery.
                      Nella seconda metà di luglio sbarcano le spedizioni Sacchi (2500 uomini)
                   e Dunne, costituite anch’esse da volontari di età e condizioni diversissime.
                      Armi, munizioni ed altri mezzi affluiscono pure continuamente da ogni
                   parte.
                      Frattanto la rivoluzione si estende in tutta l’isola. Il Fabrizi venuto da Mal-
                   ta forma squadre di combattenti, facendo suo quartier generale Mascalucia, a
                   quattro miglia da Catania.
                      Il 31 maggio gl’insorti, condotti dal colonnello Poulet, muovono da Ma-
                   scalucia e assaltano la guarnigione di Catania. Dopo sette ore di fierissima lot-
                   ta debbono ritirarsi col loro comandante ferito, ma i regi che hanno perduto
                   180 uomini tra morti e feriti, abbandonano la città, che ne profitta subito per
                   proclamare Garibaldi dittatore.
                      A Messina il generale Clary assume il comando delle truppe borboniche.




                   L’ULTIMA DIFESA. LA FINE

                      Rinforzato dall’arrivo della spedizione Medici e di altri volontari, Garibal-
                   di potè pensare a continuare la sua impresa, ossia scacciare il resto dell’eserci-
                   to borbonico dalla parte orientale dell’isola, e consolidare il nuovo ordine di
                   cose nell’interno, traendone volontari e spazzandolo dai malfattori, che sotto
                   la veste di patriotti taglieggiavano e derubavano.
                      A quest’ultimo scopo inviò le colonne Eber e Bixio, che dovevano poi ri-
                   unirsi al capo Faro.
                      La Divisione Medici (reggimenti Simonetta e Malenchini) fu invece avvia-
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