Page 197 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 195








                                            LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA               195




                      mando, ma poi si rassegna a ritirare quel posto avanzato, e chiede al genera-
                      le Clary l’invio di due battaglioni di rinforzo. Il suo biglietto è però intercet-
                      tato dalle squadre.
                         Le perdite sono state gravi da ambo le parti: un centinaio di garibaldini e
                      una novantina di borbonici. Si fa molto onore un Giacomo Ilacqua da Poz-
                      zo di Gotto, cappellano della Divisione Medici, che armato di moschetto e
                      pistola uccide e ferisce parecchi nemici.
                         Il 18 giunge l’avanguardia della Divisione Cosenz, il battaglione Dunne
                      con circa 600 volontari siciliani e la colonna Fabrizi di circa 300 siciliani. Me-
                      dici occupa il paese di Santa Lucia del Mela.
                         Il 19 giunge Garibaldi, che avendo avuto pressanti telegrammi dal Medi-
                      ci, ha lasciato Sirtori prodittatore a Palermo, ed è accorso sul campo delle
                      operazioni. Avuta notizia del sequestro del biglietto di Bosco a Clary, decide
                      di attaccare prima che arrivino i rinforzi. Come di consueto va in ricognizio-
                      ne, e studiando col cannocchiale il castello di Milazzo a un certo punto escla-
                      ma: «Quello, domani, sarà nostro...». La sera con un ordine del giorno dà la
                      costituzione definitiva del corpo d’operazione: «Da ora in poi l’esercito nazio-
                      nale di Sicilia sarà composto di 4 Divisioni di fanti, 1 brigata d’artiglieria e 1
                      di cavalleria. Le Divisioni assumeranno il numero di seguito alla 15 coman-
                                                                                    a
                      data dal generale Türr, e d’ora in poi le nostre truppe assumeranno il nome
                      di Esercito Meridionale.
                         La 16 Divisione è affidata al generale Cosenz, ma in quel momento ha
                              a
                      una sola brigata su 2 reggimenti (Fazioli, Borghesi), più una compagnia di ca-
                      rabinieri genovesi.
                         Il 20 questa Divisione raggiunge il rimanente delle forze garibaldine. Si
                      forma così un totale di 4.000 uomini, che in previsione dell’attacco vengono
                      così dislocati: 1° scaglione: Divisione Medici: colonna Malenchini, 3 batta-
                      glioni e 3 compagnie, verso S. Marina; più a destra colonna Simonetta, 3 bat-
                      taglioni, 3 compagnie, carabinieri genovesi e le guide di fronte a S. Pietro;
                      estrema destra Fabrizi: 2 battaglioni siciliani e 3 compagnie a S. Lucia e ver-
                      so la grande rotabile per fronteggiare le truppe che eventualmente provenis-
                      sero da Messina. 2° scaglione: Cosenz: 4 battaglioni a Meri; presidio di Meri:
                      Guerzoni, 3 compagnie alla destra di Cosenz.
                         Le forze di Bosco alla base della penisoletta di Milazzo, fra S. Papino e Vi-
                      comuto sono così disposte: 1° scaglione: 1 reggimento in linea all’ingresso
                      della penisola, 2 pezzi a destra e 2 a sinistra, 1 squadrone cacciatori; 2° sca-
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