Page 51 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LE CAMPAGNE D’AMERICA 1836 - 1848 49
dei più animosi, l’eco di così nobili gesta compiute dal già celebre marinaio
nizzardo.
Dal combattimento di San Antonio che, per varie ragioni, passò alla sto-
ria come il più famoso dei numerosissimi sostenuti e condotti da Garibaldi
in America, noi possediamo poche, ma abbastanza particolareggiate descri-
zioni. Prima fra tutte, per ordine di tempo e per evidente importanza, quella
lasciataci dallo stesso Garibaldi nelle sue «Memorie autobiografiche». Narra-
zione, come al solito, breve, secca, precisa e soprattutto pervasa da quel sen-
so raro di modestia, così caratteristico in lui, che gli fa lasciare in ombra tut-
to ciò che può riferirsi al suo valore personale o alla sua magnifica opera di
condottiero. Le pagine delle «Memorie» dell’Eroe che trattano delle giornate
di San Antonio, possono acquistar luce ancora più chiara, sia dalle lettere
scritte da Garibaldi (a guisa di relazione), subito dopo l’aspro combattimen-
to, alla Commissione per la Legione italiana residente in Montevideo e pub-
blicate in molte biografie ben note dell’Eroe; sia dalla preziosa, breve biogra-
fia garibaldina di G.B. Cuneo, che era con Garibaldi in America; sia ancora
dalla particolareggiata descrizione, pur essa notissima, che ce ne ha lasciata il
Sacchi, il quale, allora giovanissimo ufficiale, prese parte assai brillante a quel
memorabile combattimento.
Per dare subito un’idea dell’importanza di questo fatto d’armi, diremo che,
nella prima giornata (quella dell’8 febbraio), si trovarono di fronte in aperta
campagna sui collinosi e vasti campi di San Antonio, situati sul versante sini-
stro del fiume a una lega e mezza circa dalla città del Salto, 186 legionari ita-
liani, ordinati in quattro piccole compagnie a piedi e 100 uomini di cavalle-
ria (cavalieri orientali di Bàez) contro oltre 300 fanti nemici perfettamente
ordinati ed armati, con almeno 900 ottimi cavalieri. Una sproporzione di for-
ze, come si vede, notevolissima, in favore del nemico, il quale, in queste gior-
nate, si mostrò d’altra parte deciso e risoluto a finirla una buona volta con gli
ostinati garibaldini, la cui presenza a Salto e la cui instancabile attività aggres-
siva, disturbavano grandemente i disegni di guerra degli Argentini, campeg-
gianti in Uruguay e nella vicina provincia di Corrientes.
Il combattimento continuò con brevi soste per tutto il pomeriggio dell’8
sui campi di San Antonio, e, dopo l’abile ritirata notturna dei garibaldini, ri-
prese nuovamente nel mattino del 9 sul margine e dell’interno della foresta
che copre la sponda dell’Uruguay fra San Antonio e Salto.
Le perdite furono proporzionalmente gravi da entrambe le parti:

