Page 55 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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GIULIO DEL BONO *
LA CAMPAGNA DEL 1848
I fatti d’arme combattuti da Garibaldi in Italia nel 1848, che si concluse-
ro con quello di Morazzone, non ebbero importanza militare notevole ed il
loro ricordo non desterebbe interesse, se non fossero stati i primi combattuti
da lui in patria e se le circostanze che ne promossero l’inizio e ne determina-
rono lo sviluppo, non aiutassero a delineare taluni suoi stati d’animo, talune
sue manifestazioni di pensiero, taluni suoi atteggiamenti che, sin da quel tem-
po, posero in rilievo i tratti spiccati della sua personalità umana, militare e
politica.
Nell’ottobre del 1847, corrispondenze dall’Italia al Plata annunziano som-
movimenti di popolo nella penisola; aggiungono che Pio IX ha concesso ri-
forme liberali ed invocata la benedizione divina sulla patria. Esaltati da que-
ste notizie, Garibaldi e l’Anzani, suo compagno di fede e di gloria nelle tur-
binose vicende attorno a Montevideo, scrivono al Nunzio pontificio a Rio de
Janeiro, offrendo i loro servigi al Pontefice. Questi non risponde, ma, a ma-
no a mano, lettere di patrioti giungono dall’Italia ed informano la rivoluzio-
ne inevitabile e prossima. La febbre guerriera dei legionari cresce, l’idea del ri-
torno in patria e la speranza di potersi avventurare alla grande impresa della
sua redenzione fa vibrare l’animo di quegli uomini, onde Garibaldi, come vie-
ne a notizia delle sollevazioni di Palermo e di Messina, avvenute nel gennaio
‘48, tronca gli indugi e delibera la partenza.
* Giulio Del Bono (Firenze, 1872 - Roma. 1945) fu nominato sottotenente del genio nel 1890 e quindi, dopo aver
frequentato la Scuola di guerra, transitò nell'arma di fanteria. Dal 1908 al 1912 fu addetto all'Ufficio Storico del
Comando del Corpo di S.M. e insegnò storia nella Scuola allievi ufficiali della Guardia di finanza. Partecipò in
seguito alla Grande guerra, durante la quale fu più volte ferito e raggiunse il grado di colonnello. Collocato in posi-
zione ausiliaria nel 1920, ebbe cinque anni dopo la promozione a generale di Brigata e terminò la carriera militare
da generale di Divisione. Si dedicò con successo agli studi di storia militare e risorgimentale, pubblicando diversi
saggi ed alcuni libri, fra i quali La spedizione Zambianchi, Città di Castello, 1936; Italia e Ungheria nel 1848-1849,
Roma, 1937; I servizi logistici nella guerra d'Etiopia, Roma, 1937; Cavour e Napoleone III, Torino, 1941.

