Page 63 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LA CAMPAGNA DEL 1848 61
valenti compagni da Montevideo per aiutare anch’egli la vittoria della patria
o morire su terra italiana. Egli ha fede in voi; volete, o giovani, averla in lui?
Accorrete; concentratevi attorno a me. L’Italia ha bisogno di dieci, di venti-
mila volontari: raccoglietevi da tutte le parti in quanti più siete, e alle Alpi!
Mostriamo all’Italia, all’Europa che vogliamo vincere e vinceremo».
In quello stesso giorno Mazzini, firmandosi «milite della legione di Gari-
baldi», lancia anch’egli un appello «ai giovani», esortandoli ad accorrere «al
campo italiano, al baluardo delle Alpi». Il 13 infatti si arruola nella compa-
gnia comandata dal Medici e ne diventa il vessillifero.
Nel pomeriggio del 30 luglio la legione italiana parte da Milano. La com-
pongono: battaglione pavese, 400 uomini; battaglione vicentino, 600; legio-
nari di Montevideo, 70 circa; battaglione e compagnia genovese arruolati in
Liguria, 140 circa; battaglione Anzani 300 circa. Il battaglione Anzani, il cui
comando Garibaldi affida al Medici, era composto dei migliori elementi tra i
volontari arruolati di recente e ne faceva parte qualche centinaio di reduci
dalle barricate; con alcuni dei suoi legionari di Montevideo Garibaldi costi-
tuisce pure un drappello di cavalieri. I volontari erano diversi per armamen-
to, per equipaggiamento ed anche per disciplina. All’infuori del battaglione
pavese comandato dal Sacchi, del battaglione vicentino e dei legionari di
Montevideo che avevano divisa press’a poco uniforme, gli altri o indossavano
abiti borghesi o casacche di grossa tela trovate nei magazzini austriaci; le ar-
mi erano svariate.
Il 1° ottobre Garibaldi entra a Bergamo ed alle genti che ha con sé aggiun-
ge il battaglione formato da Gabriele Camozzi, di volontari comaschi e ber-
gamaschi, forte di 700 uomini e di due pezzi da montagna. Lo stesso giorno
il comitato di difesa gli manda a dire di guarnire il corso superiore dell’Adda,
da Lecco a Cassano e collegarsi con la destra all’esercito piemontese, ma l’or-
dine non ha neppure principio di esecuzione perché gli Austriaci s’impadro-
niscono di Crotta d’Adda e l’esercito regio inizia il ripiegamento dal fiume su
Milano.
Il 3 Garibaldi fa uscire un nuovo proclama per incitare le popolazioni al-
la resistenza e, con frase scultorea, rammenta che «i popoli i quali si difendo-
no non cadono». Ma sembra continui ad illudersi sulla reale consistenza del-
l’esercito sardo e sulla forza del popolo per attuare una guerra insurrezionale,
e queste illusioni mantiene anche quando, la sera dello stesso giorno, riceve
dal comitato di difesa l’ordine di accorrere a Milano per partecipare alla bat-

