Page 327 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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La 2 armata e Le operazioni di controguerrigLia in JugosLavia (1941-1943) 327
AUSSME. Stazioni radio RF del tipo someggiabile
to, oltre 4.000 uomini, non aveva raggiunto la necessaria efficienza, come testimoniato dal
ripetersi di deragliamenti e di lunghe interruzioni delle linee.
In questo contesto fu decisa una nuova organizzazione del territorio che prevedeva un
notevole aumento del numero dei presidi, 49 tenuti da forze dell’Esercito e 34 da forze di
polizia, ai quali erano da aggiungersi gli abitati presidiati da reparti M.V.A.C.. Il criterio di
ripartizione sul territorio delle forze era quello di infittire la rete dei presidi dell’esercito con
presidi di polizia, soprattutto carabinieri, da istituire in località entro il raggio d’azione dei
primi, con la duplice funzione di estendere il controllo sul territorio e di rendere più sicuro
il collegamento fra i vari presidi. La forza minima dei presidi di polizia doveva essere di 30-
35 uomini che potevano però diventare una settantina nel caso in cui i presidi dell’esercito
fossero stati distanti o di forza limitata.
L’intenzione era anche quella di incrementare il numero dei posti di confine alla frontie-
ra con la Croazia al fine di avere se non “una barriera, che potrebbe essere attuata solo con
l’apprestamento dell’ostacolo passivo, almeno una buona rete di avvistamento e segnalazio-
ne atta ad evitare il clandestino sconfinamento di grosse bande” . Nell’ambito della giuri-
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sdizione territoriale, ai settori di responsabilità assegnati alle divisioni di fanteria ed all’XI
raggruppamento G.A.F., si aggiunse il quello del raggruppamento CC.NN. “XXI aprile”.
quella del Krim, mentre la divisione “Cacciatori” gli subentrò nel presidio di Lubiana.
861 Foglio n. 02/9660 op. in data 22 ottobre 1942, Organizzazione del territorio per il periodo autunnale
e invernale, comando XI Corpo d’Armata – Ufficio Operazioni.

