Page 329 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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La 2 armata e Le operazioni di controguerrigLia in JugosLavia (1941-1943) 329
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AUSSME. Sbarco da un natante su un’isola dalmata. Si notano a prua una mitragliatrice Colt
da marina ed un fucile mitragliatore Breda-30
truppe non poterono però avere un periodo di meritato riposo, venendo subito impegnate
nella sistemazione invernale e nella fortificazione delle basi, mentre a deprimere il morale
contribuivano le notizie sulle sconfitte dell’Asse in Africa Settentrionale e sui distruttivi
bombardamenti aerei alleati che aveva cominciato a interessare le principali città italiane.
Né era da dimenticare che non pochi erano i militari richiamati o trattenuti che già con-
tavano più di cinquanta mesi di servizio ininterrotto : Questa stanchezza fisica e psichica
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condizionò, com’è facile intuire, l’attività operativa. L’atteggiamento rinunciatario dei re-
parti era dovuto non solo alla spossatezza, ma anche a un declinante spirito combattivo,
con la tendenza a evitare lo scontro soprattutto nei boschi.
Il 1943
Per effetto dell’azione delle bande croate che scorrazzavano liberamente a cavallo della
frontiera con la Slovenia, Robotti fu costretto nuovamente a chiedere rinforzi al comando
superiore (una divisione di riserva ed i complementi per completare gli organici di quelle a
disposizione), oltre alla restituzione di alcuni reparti CC.NN. e della divisione “Macerata”,
864 Foglio n. A/4251 in data 28 novembre 1942, Relazione mensile “A”, Comando XI Corpo d’Armata –
Sottosezione A. Altre lamentele riguardavano le licenze, con molti militari che da oltre un anno non
andavano a casa, le difficoltà di riparazione delle calzature, le scarse assegnazioni di sapone, candele e
viveri di conforto. Era segnalata anche l’indisponibilità di filo spinato per il lavori di rafforzamento,
cui si doveva rimediare con abbattute, fossi, palizzate, bocche da lupo, ecc.

