Page 359 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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Il contrIbuto della regIa aeronautIca 359
importante caposaldo italiano nella regione della Gefara fu affidato all’aviazione. Sebbene
la distanza da coprire decollando dal campo della Mellaha non fosse superiore ai 50 chilo-
metri, non si trattava di un compito facile: a el-Azizia esisteva solo un campo di fortuna,
dal fondo sabbioso, che richiedeva molta attenzione in decollo e in atterraggio, e i velivoli
disponibili dovevano essere adattati al trasporto di materiale e personale . Sui Caproni il
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carico veniva sistemato tra i serbatoi e il motore centrale e al posto dell’osservatore, ridu-
cendo nel contempo alla metà il quantitativo di benzina così da poter trasportare fino a 400
chilogrammi di rifornimenti, soprattutto farina, ma quando il problema sembrava avviato
a soluzione, con il succedersi regolare delle sortite dei Ca.3, sorse l’esigenza di rinforzare il
presidio con una compagnia di ascari eritrei, il che significava trasportare 187 uomini di
truppa e 3 ufficiali italiani, e di sgombrare nel contempo feriti e civili. Fu così necessario
impiegare nel servizio viveri anche gli SVA monoposto, sistemando 120 chilogrammi di fa-
rina, suddivisi in 6 sacchetti, davanti all’abitacolo del pilota, tra la fusoliera e l’ala superiore.
Il ponte aereo si protrasse per 45 giorni e in 335 sortite furono trasportate 42 tonnellate
di viveri, 3 tonnellate di materiali vari, come medicinali e parti di ricambio per stazioni
radio e pompe per l’acqua, 213 militari da Tripoli a el-Azizia e 65 militari e 53 civili da el-
Azizia a Tripoli. Quando fu sospeso, il 10 aprile, il presidio era in piena efficienza e il suo
isolamento stava per finire.
Sulla turbolenta scena politica italiana il governo Bonomi non aveva avuto vita più
906 luiGi BiaGini, Traccia riassuntiva di conferenza compilata dal maggiore Luigi Biagini del 1° Stormo Ae-
roplani da Ricognizione, op. cit., p. 12.
AUSSMA. Uno degli SVA di base a Tripoli che furono utilizzati per rifornire il presidio
di el Azizia, con un ponte aereo attivo tra il febbraio e l’aprile del 1922 in cui oltre agli
SVA vennero impiegati i trimotori Caproni. Nell’occasione il il carico veniva sistemato sul
dorso della fusoliera davanti all’abitacolo del pilota.

