Page 159 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



                                                                  Narra  il  generale  Casimiro  Delfini , coman-
                                                                                                   227
                                                                  dante la Brigata Carabinieri Reali, che il 6 otto-
                                                                  bre sarebbe diventato un giorno indimenticabile
                                                                  nella sua vita. Quel giorno si trovava al Coman-
                                                                  do Generale, quando arrivò una telefonata che
                                                                  chiedeva a Mischi di presentarsi subito dal Ma-
                                                                  resciallo Rodolfo Graziani, Ministro della Di-
                                                                  fesa nazionale. Il Comandante Generale, però,
                                                                  era fuori Roma perché era partito subito dopo
                                                                  la sua assunzione di comando, ufficialmente per
                                                                  raggiungere il quartier generale di Mussolini, a Roc-
                                                                  ca delle Caminate, ritornato a Roma solamente
                                                                  dopo la deportazione dei Carabinieri.
                                                                  Assente Mischi, quindi dovette andare Delfini
                                                                  in  rappresentanza.  Nell’anticamera  del  Mini-
                                                                  stro,  trovò  il  generale  Umberto  Presti,  del-
                                                                  la PAI, che in quel momento era divenuto il
                                                                  Comandante delle forze di polizia della città
                                                                  di Roma, dopo l’arresto di Maraffa, scoperto
                                                                  nella vera concretezza dei suoi comportamen-
                                                                  ti, considerati non propriamente istituzionali e
                                                                  collaborativi, ma dichiaratamente ‘traditori nei
                                                                  confronti dei nazifascisti.
                                                                  L’incontro con Graziani non fu facile. Il Ma-
                                                                  resciallo comunicò che la città di Zara in quel
                                                                  momento era minacciata dai partigiani jugosla-
                                                                  vi perché l’esercito si era polverizzato. Notando
                                                                  che i Carabinieri erano l’unica forza armata dello
                                                                  Stato rimasta in piedi, Mussolini aveva ordinato
           Telex di Kappler su annunzio di Graziani per disarmo Carabinieri.
           NAUK - Londra                                          che la forza dell’Arma presente a Roma e nel
                                                                  Lazio, circa 9.000 elementi (secondo Caruso e
           Delfini), dovesse partire immediatamente con treni speciali per difendere quella città. In realtà questo voleva
           anche concretare, per i tedeschi, l’allontanamento voluto dalla capitale e dall’Italia di una forza combattente,
           non solo di polizia per ordine pubblico, chiaramente ostile alla Germania e al fascismo. Graziani responsabi-
           lizzò per questa partenza in prima persona il Delfini, disponendo altresì che tutti i servizi di ordine pubblico,
           fino a quel momento disimpegnati dai Carabinieri, dovessero essere di seguito assunti dalla PAI.
           Delfini fece ampie riserve a Graziani soprattutto sul numero degli elementi da inviare oltre confine, dicen-
           dogli chiaramente che un tale ordine non poteva essere eseguito per una lunga serie di ragioni alle quali
           peraltro il Ministro reagì violentemente, asserendo che non vi era nulla da discutere perché si trattava di un
           ordine. Delfini aveva sostenuto che, in quel momento, alcuni reparti presenti a Roma avevano insufficiente
           armamento per un compito di combattimento e soprattutto che, vista la situazione politica e militare, forse
           al momento della partenza ci sarebbero potute essere molte defezioni. Fu poi costretto a ripetere le sue
           ragioni rispetto all’impossibilità di eseguire l’ordine impartito, di fronte al Ministro segretario del partito
           fascista repubblicano, Alessandro Pavolini, e al Ministro dell’Interno, Guido Buffarini Guidi, che avevano
           fatto il loro ingresso nella riunione.
           Delfini fece notare anche che in qualsiasi modo la si analizzasse, la questione era molto grave e quindi di
           esclusiva competenza del solo Comandante Generale che poteva prendere una decisione in merito a tale


           227   ACCDBSD, cartella 261.6, Vicende dell’Arma…, due relazioni dettagliate del generale Casimiro Delfini, comandante la Brigata
           Carabinieri Reali, 11 gennaio 1947, per difendersi dalle accuse del generale Caruso di fronte al Comitato giudicante dei compor-
           tamenti di alcuni ufficiali dei Carabinieri durante l’esecuzione degli ordini di disarmo e la deportazione in Germania.

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