Page 160 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
ordine. Si riservò di riferire a Mischi, non assumendosi alcuna responsabilità decisionale, proprio in base alle
ragioni che aveva sostenuto anche di fronte ai due ministri.
Graziani si irritò moltissimo e disse: quand’è così ordino il disarmo di tutti i carabinieri della capitale, così riferisce
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Delfini . La verità era che lo stesso Maresciallo aveva ricevuto, più che una richiesta, un ordine molto chia-
ro da parte del Comando tedesco della capitale: quello di far diminuire quelle forze di polizia in Roma, che
in quel momento erano circa 2.500 unità, non considerando tutti quelli presenti in regione.
Delfini fu invitato ad uscire da un Graziani, visibilmente contrariato, dalla stanza e attendere, così gli si
presentò l’occasione per chiamare al telefono il colonnello Dino Tabellini, Capo di Stato Maggiore che era
rimasto al Comando Generale. All’arrivo di questo ufficiale, accompagnato dal colonnello Salvatore Mauce-
ri, gli narrò quel che era stato detto nell’ora precedente.
Delfini, invitato a rientrare nell’ufficio del Ministro, vide insieme a Graziani alcuni ufficiali tedeschi, dei quali
uno con il grado di colonnello, entrati nel frattempo. Era presente ancora il generale Presti, al quale Graziani
consegnò una lettera; altrettanto fece con l’ufficiale tedesco e il rappresentante dell’Arma.
Delfini, uscito dall’ufficio del Ministro, lesse la lettera in cui, apparentemente a seguito e come conseguenza
delle dichiarazioni che lui stesso aveva fatto
rispetto all’impossibilità di inviare 9.000 ca-
rabinieri in Jugoslavia, a Zara, si ordinava il
disarmo dei carabinieri della capitale e che ogni di-
sobbedienza o resistenza sarebbe stata punita con
l’esecuzione sommaria dei responsabili e con l’arresto
immediato delle famiglie.
Il Ministro della Guerra aveva in realtà rice-
vuto precisi ordini in merito dalle autorità
tedesche. In alcuni telegrammi di Kappler,
della notte del 6 ottobre, inviati al coman-
dante delle SS di Verona, intercettati dall’in-
telligence britannica, si legge che i tedeschi
avevano già deciso di disarmare i Carabinieri
il 5 ottobre precedente e questo incarico sa-
rebbe stato eseguito proprio dalla PAI, secon-
do un piano precedentemente autorizzato dal
Feldmaresciallo Kesselring, nella notte tra il
6 e il 7 ottobre. L’ordine, però, doveva essere
impartito da Graziani con la sua autorità di
Ministro della Guerra del governo della RSI,
considerato legittimo da Berlino . La PAI, in
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seguito, avrebbe dovuto occupare le caserme
e le stazioni dei Carabinieri.
Nello stesso dispaccio Kappler richiedeva di
organizzare trasporti per circa 8.000 persone,
tra ufficiali e truppa nei giorni successivi. Ave-
va poi dato istruzioni a Graziani di minacciare
severe rappresaglie contro chiunque non aves-
se obbedito all’ordine dato, includendo anche
atti simili contro le loro famiglie. Annunciava
Ordine di Graziani di disarmo dei Carabinieri del 6 ottobre 1943. ACC- poi nei suoi dispacci inviati a Berlino che aveva
DBSD - Roma ordinato a Graziani anche di indire una riunio-
228 Ibidem, p.8.
229 NAUK, HW1/2094, datati 6 e 8 ottobre 1943 e HW19/238: traduzione di intercettazioni effettuate dall’intelligence britannica
tra il 6 agosto e il 26 ottobre 1943.
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