Page 303 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO



           buon funzionamento dell’ordine pubblico e avrebbero dovuto impedire ogni atto di sabotaggio e di resi-
           stenza passiva contro le misure tedesche. Vero è che ancora, alla data di queste disposizioni e ordinanze, non
           era stato liberato Mussolini (lo sarebbe stato due giorni dopo), e non era stata fondata una ‘repubblica socia-
           le italiana’ ma questo era lo spirito con il quale fu impostata l’amministrazione nazista del territorio italiano,
           anche se ebbe alcune differenze da quella attuata in altri territori europei occupati. Dopo l’istituzione della
           RSI, occorreva avere a Berlino, sia pure in modo formale, il governo italiano da loro considerato ‘legittimo’
           (quello di Mussolini) ‘obbligatoriamente’ collaborativo. Comunque, le ‘disposizioni’ del 10 settembre furono
           quasi sempre attivate, anche considerando Mussolini un ‘alleato’.
           A nord la resistenza attiva e passiva era molto forte. Bande partigiane e missioni clandestine di ogni genere
           provenienti dal sud rendevano la vita dura alle truppe nazifasciste che si stavano progressivamente indebo-
           lendo e imbarbarendo; Hitler non si rese conto che la disfatta si avvicinava ogni giorno di più, nonostante
           l’attentato del 20 luglio 1944 (Piano Valchiria), dal quale si salvò, non volendo comprendere che Claus von
           Stauffenberg rappresentava la nobiltà prussiana e che le forze armate avevano radicato seri dubbi sulla sua
           leadership e sul proseguimento del conflitto.
           In quell’occasione Hitler si salvò, ma nella sua furiosa vendetta contro i cospiratori, indebolì profondamen-
           te il suo stato maggiore, uccidendoli, tra i quali anche l’ammiraglio Canaris, capo dell’Abwehr (amico della
           Marina italiana), sostituendolo con Walter Schellenberg, Generale delle SS a soli 29 anni, che ebbe un ruolo
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           importante nella condotta delle operazioni segrete di guerra .
           Per quanto riguardava gli italiani, vi erano però ancora molti ostacoli importanti per arrivare a liberare l’Italia
           settentrionale: occorreva sfondare prima la linea Gustav, e lo fu il 18 maggio 1944.
           E poi la Gotica… e liberare dall’occupazione nazista grandi città e regioni, dove, comunque, era già molto
           attiva la resistenza.



           L’avvio alla liberazione di Roma e di altre città sulla costa adriatica 22

           Dall’8 settembre 1943 al Maggio 1944: furono 10 mesi difficili di grandi battaglie sul campo. Il 9 settembre
           1943 gli Alleati erano sbarcati a Salerno, avendo incontrato il nemico ben organizzato e sostenuto. Il 15
           settembre i tedeschi avevano iniziato a ritirarsi verso nord, incalzati ad ovest dalla 5ª Armata americana e ad
           est dall’8ª britannica. Il porto di Napoli era stato liberato il 1º ottobre e, nello stesso tempo, anche gli aero-
           porti in Puglia, utilissime basi di appoggio. La formazione italiana, Primo Raggruppamento Motorizzato,
           combatteva a fianco degli alleati angloamericani dando un contributo notevole, riuscendo a volte ad essere
           strategicamente indispensabili, per una vittoria difficile, come il primo attacco a Montelungo, l’8 dicembre
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           1943 (fallito), e ripetuto il 16 dicembre con pieno successo, e a Monte Marrone . Indubbiamente, la libe-
           razione della Capitale al fine conseguita, rappresentava un momento importante, militare e psicologico, per
           quanto riguardava la vittoria alleata e italiana.
           È noto, come ricorda Churchill, che le prime settimane di gennaio 1944 erano state dedicate ai preparativi
           per lo sbarco di Anzio, l’Operazione Shingle. Si doveva fare in modo che il nemico tedesco non comprendes-
           se dove la forza angloamericana sarebbe sbarcata. Così ricorda il momento, per favorire lo sbarco ad Anzio,
           Churchill nelle sue Memorie:



           21   Nato nel 1910, era molto stimato da Himmler e da Heydrich, che lo aveva sostituito alla testa della polizia politica del partito
           nazista, la Sichereistdienst (SD). Fu giudicato nell’ultimo lotto dei processi ai criminali di guerra, a Norimberga, e fu condannato a
           soli quattro anni di reclusione, probabilmente come ricompensa di tutte le informazioni che aveva potuto dare sul nazismo, sui
           suoi capi, i suoi complici nel mondo, durante gli anni passati dai primi di maggio 1945, come prigioniero dell’autorità britannica.
           Morì a Roma nel 1952.
           22   Per quanto riguarda questa ultima parte, occorre dire che sono stati fatti molti studi, pubblicati sia dai protagonisti delle vicende
           sia da ricercatori, sulle varie operazioni che hanno liberato l’Italia settentrionale dall’occupazione nazifascista; per motivi di con-
           tenuta lunghezza del testo, mi soffermerò in particolare solamente sulle più significative che hanno visto soprattutto la Resistenza
           dei militari italiani, in qualsiasi veste attuata.
           23   V. sopra cap. II, 2.4.

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