Page 304 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
…dopo vari attacchi preliminari, lanciati nonostante il rigido inverno, la 5ª armata iniziò l’offensiva vera e propria il
12 gennaio, mentre il corpo d’armata francese [ ] avanzava di circa 15 km sul fianco settentrionale. Tre giorni più
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tardi il corpo d’armata americano occupava il Monte Trocchio, ultima barriera prima del fiume Liri, aldilà del quale
costituiva una testa di ponte che però non riusciva a mantenere. Successivamente il X Corpo d’Armata britannico attra-
versava il basso Garigliano, impadronendosi di Minturno e dei dintorni di Castelforte, ma era contenuto nei suoi ulte-
riori tentativi di avanzata verso nord. L’ala destra non riusciva invece a espugnare Sant’Ambrogio. Tutto ciò però riuscì
a ottenere l’effetto desiderato, in quanto distolse, infatti, l’attenzione del nemico dall’imminente minaccia contro il fianco
vulnerabile verso il mare e lo indusse ad attingere dalla riserva tre ottime divisioni per ristabilire la situazione… 25
Alle due antimeridiane del 22 gennaio 1944 il VI
Corpo d’Armata americano, agli ordini del gene-
rale John Lucas era sbarcato sulla costa di Anzio,
mentre la 3ª Divisione americana e la 1ª Divi-
sione britannica, erano giunte agevolmente sulla
spiaggia a sud e a nord della cittadina costiera
laziale. 36.000 uomini e 3.000 automezzi erano
ormai sbarcati, avendo preso decisamente di
sorpresa il nemico, al contrario di quello che era
successo a Salerno dove i tedeschi li aspettavano,
mettendo le truppe alleate in seria difficoltà .
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Il 23 gennaio lo sbarco era stato completato,
con le truppe aggregate che erano forti di due
reparti di commandos britannici, i Rangers, e para-
La 5ª Armata americana mentre passa il Garigliano 21 gennaio 1944. cadutisti americani. Sarebbe stato molto impor-
AUSSME - Roma tante avanzare subito verso Roma, avendo quasi
la via libera, considerato che solo due divisioni
di Kesselring erano intorno a Roma e sei, ma
molto forti, erano impegnate nella difesa della
linea Gustav per impedire agli angloamericani
sbarcati a Salerno di salire verso la Capitale. Raf-
forzando la testa di ponte di Anzio e non avan-
zando, - situazione che Churchill annotò come
un disastro che fece fallire il primo e principale obiet-
tivo dell’impresa -, cioè arrivare rapidamente alla
città, gli Alleati diedero ai tedeschi la possibilità
di riorganizzarsi, tanto che essi li impegnarono
subito e aspramente sul fronte di Cassino, dove
Kesselring riuscì a dislocare due divisioni che
intendevano bloccare ogni avanzata possibile.
Vi furono quindi una serie di attacchi per arriva-
re aldilà dei fiumi Rapido e Garigliano, mentre i
24 Da ricordare che il Primo Raggruppamento Motoriz-
zato era inquadrato nel gennaio, in quel Corpo di spedi-
zione, (che dipendeva a sua volta dal Comando ameri-
cano), per poi passare prima dell’occupazione di Monte
Marrone alle dipendenze della 5ª Divisione polacca Kre-
sowa, a sua volta inquadrata nell’8ª britannica. Il 18 aprile
1944 fu sciolto dando vita al Corpo Italiano di Liberazio-
ne, CIL. V. cap. II, 2.4
25 Churchill, cit., Parte V, vol. II, p-184 e ss.
5ª Armata americana - Soldato americano e italiano delle Trasmissioni. 26 Carlo d’Este, Anzio e la battaglia per Roma, Gorizia, LEG
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