Page 305 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
francesi del generale Alphonse Juin cercava-
no di aggirare il nemico attestato sulle alture
a nord di Cassino.
La linea Gustav, o linea invernale come la chia-
mavano gli Alleati, linea fortificata difensi-
va, realizzata dall’organizzazione della Todt
nell’ottobre del 1943, andava dalla foce del
fiume Garigliano, confine tra Lazio e Cam-
pania, e arrivava ad Ortona, a sud di Pescara,
avendo come punto strategico importante,
Cassino, da oltrepassare per giungere alla
capitale. Passava poi per le Mainarde, gli al-
tipiani dell’Abruzzo e la Maiella, attraversan-
do gli Appennini. Un territorio molto diffi-
cile, pieno di ostacoli naturali ma occorreva
andare oltre quella linea, per ricongiungersi
alle truppe sul litorale tirrenico. Dopo aver Il maggiore Foltz del QG del 632° Artiglieria americano ed un Capitano Italia-
passato il fiume Volturno, combattendo una no 19 marzo 1944. AUSSME - Roma
dura resistenza, fu lanciata un’offensiva at-
traverso il fiume Rapido e il Garigliano per
penetrare nella Gustav e avanzare fino alla
valle del Liri, verso Roma ricevendo una resi-
stenza violentissima dalle truppe tedesche e
reparti della RSI.
Il 15 febbraio gli americani fecero un ulte-
riore errore, oltre a quello di essersi fermati
ad Anzio: avendo male tradotto e interpreta-
to una intercettazione di messaggi tedeschi,
bombardarono l’Abbazia di Montecassino,
ritenendo che le truppe nemiche fossero
asserragliate all’interno. I nazifascisti erano
invece all’esterno ma con il bombardamen-
to dello storico edificio, riuscirono poi a trin- Riparazione linea ferroviaria a Nettuno. AUSSME - Roma
cerarsi dentro le rovine, rendendole difficil-
mente espugnabili. Avevano ottenuto così il possesso di un punto strategico di grande rilievo per opera dei
nemici angloamericani. Fu solo nel maggio successivo che i tedeschi dovettero lasciare quel punto di arrocco.
In complesso la ‘campagna d’Italia’ si stava trascinando per le lunghe. L’avanzata degli Alleati fu fermata
dalla forte resistenza tedesca. Stabilizzato il fronte di Anzio, lo sforzo per prendere Cassino fu abbandonato,
dopo aver tentato di sfondare la roccaforte di Montecassino, per ben quattro volte, provocando peraltro
negli Alleati 55.000 caduti di molte nazionalità: avevano combattuto reparti dell’Australia, del Canada, della
Francia liberata con l’ausilio di soldati marocchini, dell’India, della Nuova Zelanda, della Polonia, del Suda-
frica, del Regno Unito, degli Stati Uniti e i militari del Regno d’Italia.
Una volta sfondata la Gustav, le forze alleate, provenienti da sud, si erano riunite a quelle sbarcate ad Anzio
(ferme da quattro mesi, che avevano comunque dovuto combattere durante vari attacchi da parte dei tede-
schi, per non essere respinti in mare), costituendo così una massa di manovra molto rilevante per ottenere
importanti successi.
Scrisse Churchill che la storia della battaglia di Anzio, era una storia di grandi occasioni perdute e di speranze infrante,
di un brillante inizio da parte nostra e di un altrettanto brillante recupero da parte del nemico, di gesta valorose compiute da
entrambe le parti .
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27 Churchill, cit., Parte V, vol. II, p. 201.
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