Page 348 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Risultava un aumento complessivo nel numero dei prigionieri detenuti come segue: 485.000 contro
466.400 che corrispondeva a migliori accertamenti, dei quali circa la metà era in mano americana e l’altra
metà, in quelle inglesi.
Sul totale dei 485.000 risultava che ne erano impiegati al lavoro 381.000, considerati collaborazionisti; il restante
erano, dunque, non collaborazionisti (meno le aliquote degli ufficiali che trovavano impiego soltanto in parte).
Il totale, però aggiungendo quelli, in altri Stati detenuti, era il seguente: prigionieri 545.000 (in Russia, com-
presi); internati in Germania 600.000; internati rifugiati in Svizzera 15.000; dispersi nei Balcani circa 50.000;
dispersi in Francia 20.000, per un totale di 1.230.000 unità.
Il 1º marzo 1945 un Decreto Legislativo Luogotenenziale (D.lgt.), n. 110, istituiva l’Alto Commissariato per
i reduci, posto alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i poteri di trattare di-
rettamente con gli organi della Commissione Alleata, con le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici .
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Le spese relative al suo funzionamento dovevano gravare sul Ministero del Tesoro, rubrica della Presidenza
del Consiglio dei Ministri mediante appositi stanziamenti. Questo Commissariato si sostituiva al precedente
per i prigionieri di guerra, che era stato istituito con un R.D. del 6 aprile 1944 n. 107, e avrebbe collaborato
con un analogo organo per l’assistenza morale e materiale dei profughi di guerra, istituito con R.D. n. 137
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del maggio 1944 . Venivano considerati reduci di guerra, dal momento del loro collocamento in congedo,
i militari di qualunque arma e grado che avessero partecipato alla seconda guerra mondiale; i patrioti, nel
momento in cui cessava la competenza dei Ministeri dell’Italia occupata e della Guerra; i militari internati,
prigionieri di guerra o rimpatriati dai territori oltre confine, dal momento del loro collocamento in congedo.
Compiti dell’Alto Commissario erano quelli di vigilare e coordinare l’attività di associazioni e comitati che si
proponevano per l’assistenza ai reduci di guerra, alle loro famiglie e a quelle dei Caduti. Doveva collaborare
con le autorità militari per quanto riguardava appunto l’assistenza dei reduci, in particolar modo per avviarli
ai luoghi di destinazione. Se si trattava di ex prigionieri di guerra, ex internati o rimpatriati dai territori oltre
i confini, l’Alto Commissariato doveva fare in modo che questi militari sistemassero le loro pratiche buro-
cratiche: ricevere il congedo o essere reimpiegati, ove possibile, nelle formazioni delle varie Forze Armate;
stessa attività poteva essere svolta nell’interesse dei patrioti. Si doveva anche provvedere all’assistenza mo-
rale e materiale dei reduci a mezzo dell’Associazione Nazionale Combattenti e dell’Associazione Nazionale
Partigiani d’Italia (ANPI).
Interessante notare che questo Alto Commissario doveva essere coadiuvato da quelli per i prigionieri di
guerra; per l’assistenza morale e materiale dei profughi di guerra; da rappresentanti del Ministero dell’Inter-
no; del Ministero dell’Africa italiana; del Ministero del Tesoro; delle Forze Armate; da un rappresentante del
Ministero dell’Italia occupata e dell’Opera Nazionale per gli invalidi di guerra e poteva essere affiancato da
uno o più da Alti Commissari aggiunti.
Il 31 luglio1945 il D.lgt. n. 425 istituiva il Ministero per l’Assistenza post bellica, con il compito di prov-
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vedere, promuovere, dirigere e coordinare l’assistenza morale e materiale dei partigiani; dei reduci di guerra;
dei prigionieri di guerra, dei militari internati e delle loro famiglie; dei profughi e delle altre vittime civili della
guerra; dei rimpatriati dall’estero. Non vi erano cambiamenti sull’attività di soccorso dovuto ai congiunti
bisognosi dei prigionieri di guerra e ai congiunti dei civili deportati dai tedeschi, in quanto quel tipo di soc-
corso rimaneva di competenza del Ministero dell’Interno. Gli uffici del Ministero, recentemente istituito,
erano articolati in Servizi, competenti a seconda del gruppo di persone delle quali si dovevano occupare; era
presente anche un Ufficio di assistenza per le pensioni di guerra. Questo D.lgt. sopprimeva l’Alto Commis-
sariato per i prigionieri di guerra; quello per l’assistenza morale e materiale dei profughi di guerra e quello
per i reduci, trasferendo tutte le loro competenze all’appena costituito ministero.
108 D.lgt. n.110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 42 del 7 aprile 1945. Le altre firme insieme al Luogotenente
Principe Umberto di Savoia furono quelle di Bonomi, De Gasperi, Soleri, Casati, De Courten, Gasparotto, Arangio Ruiz, Gron-
chi, Scoccimarro. Entrò in vigore il 20 aprile successivo.
109 G.U., Serie Speciale, anno 85º, n. 34, Salerno, 6 giugno 1944, R. Decreto legge 29 maggio 1944, n. 137.
110 Ibidem, n. 94 del 7 agosto 1945.
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