Page 353 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
Documenti riguardanti gli ISU, in servizio con le truppe americane o britanniche. NAUK - Londra
1944, non avevano però avuto il consenso del governo italiano per la loro istituzione e il loro impiego,
come sopra evidenziato.
In realtà queste ISU, formate soprattutto in Nord Africa, erano composte da elementi ritenuti di sicura
obbedienza agli Alleati e al governo italiano legittimo di Badoglio. Dal punto di vista organizzativo erano
formate come unità minori militari, con 5 ufficiali e 177 soldati ciascuna, ben addestrate, sotto comando
dell’Esercito americano o britannico, considerate as British or United States troops ma, purtroppo, sempre con
lo status di prigioniero di guerra; proprio quello status che il governo italiano riteneva che non fosse più
consono a quei prigionieri di guerra che combattevano, fianco a fianco, con le truppe anglo americane sul
territorio italiano, sia pur nel settore servizi. I membri delle ISU godevano peraltro di libertà di movimento,
di condizioni di vita migliori e di un’assistenza medico sanitaria. Dei militari italiani che erano negli Stati
Uniti, circa 15.000 decisero di non collaborare e furono di conseguenza spesso inviati in campi più ‘difficili’
che erano stati destinati a prigionieri che avevano dichiarato la loro fede fascista.
Molte delle ISU accompagnarono la 7ª Armata americana, quando invase la Francia del sud e operarono
anche nella ‘campagna d’Italia’, avendo principalmente una funzione logistica da sostenere nelle retrovie,
dipendenti sempre dalle autorità americane e non inseriti nelle Divisioni Ausiliarie italiane.
Francia
La Francia di De Gaulle, anche dopo l’armistizio, addirittura negava lo status di cobelligerante all’Italia,
sostenendo che non aveva firmato nessuno dei due armistizi e quindi si riteneva ancora formalmente in
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