Page 376 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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                         FORZE  DELLA  DIVISIONE  MILITARE  SPECIALE

                   Ufficiali       278
                   Truppa          7963
                   Quadrupedi      950
                   Carriagi        172
                   Biciclette      97
                   Autovetture     2
                   Autocarri       38
                   Motocarrozzini  4
                   Autoambulanze  2

                   Fonte:  T.  Argiolas  "Corfù  1923"



                  Le forze furono rapidamente schierate ed accasermate a controllo dei  punti
              notevoli  e  dei  principali  centri  urbani  dell'isola.  Furono  catturati  centotrenta-
              cinque militari greci, di cui successivamente settantuno furono liberati ed inviati
              in  territorio greco.  La  situazione  interna dell'isola si  mantenne  molto tranquilla
              e l'ammiraglio Simonetti decise in modo molto opportuno di riaffidare l'ammini-
              strazione civile alle  autorità locali.
                  Dalle forze schierate e dalla loro composizione è facile  vedere come di  fatto
              l'operazione militare fosse  stata pensata come una semplice  attività  presidiaria e,
              se  reazione greca era stata prevista, si  ipotizzava solamente una resistenza  locale,
              forse una minore attività di guerriglia con possibili rifornimenti dalle coste dell'Epiro.
              Tutto ciò  comunque  non  avvenne  ed i circa  centomila  abitanti,  che aveva  allora
              l'isola,  mantennero un atteggiamento assai  tranquillo e la  breve occupazione non
              presentò di  fatto  nessun  problema. Unico neo fu  lo svilupparsi di  un'epidemia di
              tifo petecchiale che colpì  ventitré soldati del  15° Fanteria, alloggiati  inizialmente
              nel  reparto malattie  infettive  dell'ospedale civile  dell'isola. Anche  in  questo caso
              una  migliore attività di  intelligence avrebbe  potuto evitare l'accaduto.


              Le  reazioni diplomatiche e la  conclusione dell'operazione

                  Mentre i  rapporti  dell'ammiraglio Solari giungevano  a  Roma con qualche
              ritardo  dovuto  ai  mezzi  di  trasmissione  dell'epoca,  la  stampa  internazionale si
              impadroniva rapidamente degli avvenimenti a causa di un fortunato scoop giorna-
              listico. Un corrispondente britannico di nome Kennedy riuscì infatti a trasmettere
              un suo pezzo di colore sullo sbarco italiano superando la censura subito imposta
              dalle forze di  occupazione. Molti giornali europei calcarono quindi la  mano sui
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