Page 177 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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128 Momenti della vita di guerra
Ma il clima morale dei comandi non gli si confaceva:
Sono stufo di stare qui a rendermi inutile. Tutti hanno l’aria di desiderare uni-
camente il quieto vivere. È un’aspirazione orribile in tempo di guerra, e veramente
desidero di andar via da questo posto, presto .
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Il mio destino pare sia quello di fare l’imboscato. E se riguardo la mia vita mili-
tare trascorsa, ho vergogna della inattività passata e della facilità che ha regnato per
me in questi due anni di guerra. Mi sembra a momenti che tutti abbiano sofferto,
tutti abbiano dato del loro essere, tutti abbiano vissuto vicino alla guerra la quale ha
lasciato in loro tracce profonde e dolorose, e vorrei che i patimenti di tutti fossero
stati patimenti anche miei .
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Rifiutò la carica d’ufficiale d’ordinanza; mandato al comando interalleato di Ver-
sailles, s’affrettò a chiedere di ritornare alla fronte italiana. Dall’offrirsi ancora una
volta volontario per servizi di maggior rischio lo tratteneva il pensiero della madre
che aveva già trepidato per lui alla sua prima ferita, ed era in continua pena per l’altro
figlio aviatore. Attendeva, come per un patto implicito, che il fratello Ignazio rinun-
ziasse all’aviazione per sottentrare lui nei rischi. Ma intanto si struggeva.
È odioso ciò che mi dicono: «Tu hai fatto il tuo dovere, perché sei stato ferito». Il
mio dovere l’intendo ben altrimenti, e non certo un accomodamento con la propria
coscienza che può dare il sentimento d’averlo compiuto, anche se apparentemente
lo si è compiuto .
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Nel settembre ’17 non resistette più e chiese d’andar mitragliere. Annotava:
Spero che mamà non crederà che sono troppo duro verso di lei. Ci penso sem-
pre, e il dispiacere che le farà la notizia della mia nuova destinazione m’impressio-
na, ma ormai non se ne può fare a meno… Spero che questa mia decisione indurrà
in certo modo Ignazio a non persistere a voler rimanere ancora molto tempo in
aviazione. Povera mamà: so che sarà un grande dispiacere per lei; tenterò di spie-
garle la cosa .
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Per il sopravvenire della rotta di Caporetto la pratica non ebbe corso. Dopo la riti-
rata e la morte del fratello, Manfredi si rassegnò a non insistere. Ma la morte che egli
voleva affrontare in prima linea lo venne a cercare nelle retrovie del Piave. Una scheggia
di bomba d’aereoplano l’uccise il 21 agosto 1918.
Altra anima profonda era Amerigo Rotellini . Musicista, amava gli abbandoni e i
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raccoglimenti nostalgici: mente riflessiva e animo austero, voleva sorvegliarsi e domi-
narsi in una energica disciplina di pensiero e d’azione. Figlio di un giornalista, non
amava il giornalismo, troppo rumorosa espressione della vita moderna.

