Page 180 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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La distruzione delle speranze 131
Ma la mia anima è chiusa nella sua forza; la mia anima nuda e dolorosa più non ha
che la sua dolorosa forza; e invano, disperatamente invano, le mille musiche parlano
alla sua ombra e alla sua stanchezza.
Quale fontana s’è seccata? e perchè s’è seccata? Non vedi le statue, la loro dolorosa
immobilità di pietra? Esse sono tese tutte in un gesto d’attesa, tutte attendono la vita
e la gioia dell’acqua – e un doloroso stupore ricopre la loro aridità. La mia anima è
una di quelle statue.
Chi troverà l’invisibile atto che farà sgorgare e cantare in un trionfo di gioia tutte
le acque? .
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Quest’angoscia l’assaliva anche in guerra.
(Sabbio Chiese, 4 giugno ’17). Accasciato è il tuo inesausto fervore, o Giovinezza: tu
posi al fondo dell’essere come nel fondo d’una valle gravata da un’umida nebbia violetta.
Io t’invoco, o vigore passato, o vigore dell’adolescenza, o forza dormente ma viva,
che sei nel fondo di me. T’invoco, invoco il tuo riso, come un fremito di mille ali, o
certo futuro vigore, invoco il tuo canto e il sommesso accompagnamento che fai alla
musica di tutte le cose – il mio puro sogno primaverile, il mio sogno puro e ardente,
anche nella sua tristezza coronato di bianco spino .
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Ancora il giovane non s’era persuaso che l’opera dell’uomo, nel suo decorso, si scinde
in piccoli momenti sommersi nel sudore, nelle lacrime, talora nel sangue, e che l’azione
trionfale è solo quella che noi vagheggiamo nel futuro, o contempliamo, completa, nel
passato, e già detersa del dolore della sua generazione.
La ricchezza di vita sentimentale rende anche più singolare lo sforzo di dominio su
se stesso. Significativi per esempio sono certi pensieri sulla religione fermati dinanzi al
risorgere d’un equivoco cattolicesimo fatto di languore e di un desiderio di fede, che
non è la fede.
(24 aprile ’15). Tanti secoli hanno messo il cattolicesimo nel nostro sangue. Esso ha
affascinato oggi molti spiriti raffinati disdegnosi del materialismo… Ma si è trasfor-
mato in costoro in un vero e proprio dilettantismo estetico, che nasconde sotto le sue
forme belle il più terribile dei mali: l’insincerità e la vacuità interiore .
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Io sono profondamente convinto che la vita dello spirito, per essere veramente
feconda, debba essere, integralmente, assolutamente, inizialmente sincera. Non pos-
so quindi credere che una convinzione fiacca e vacillante, presa soltanto per ragioni
pratiche, sia pure in senso elevato, possa realmente consolare e dare coraggio per la
vita. Non credo che possa far bene ciò che si risolve, infine, in una fuga davanti a
quella che ci si annunzia dal profondo come la verità .
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(21 aprile ’16). Queste cose, la bellezza delle cerimonie, il fascino delle musiche, la
bellezza dei simboli, e via via l’eleganza mondana e la grazia degli atteggiamenti e la
finezza delle vesti, non sono il cattolicismo. Il cattolicismo è una cosa grande e terribile,
e significa conoscerlo ben poco, scambiarlo con un vellicamento, con un delizioso
brivido mistico, come una rara sensazione, come una forma voluttuosa. Il cattolicismo
è una magnifica disciplina, chiusa ermeticamente in se stessa.

