Page 183 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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134   Momenti della vita di guerra


             Partì per la fronte: ricusò con fermezza un posto presso un comando e incontrò il
          suo destino sulla Bainsizza.
             Il ricordo di lui combattente è conservato in due lettere di un povero soldato alla
          signora Rotellini.

               (Zona di guerra, 13 settembre ’17). Signora, Spero che lei vorrà perdonare della
             mia libertà presa. Ma siccome mi sento spinto dal dolore e amore che ho sempre
             riportato a lui, vengo con questa a mandarle un piacere che per me sarebbe a vera
             consolazione, se lei poteva spedirmi una sua fotografia che io serberò come un tesoro.
             Forse lei dirà chi è questo imprudente che mi viene a rinnovare il mio adorato figlio
             lei ha molta ragione ma siccome non sono più capace di stare ho dovuto levarmi
             questo dolore e nel medesimo tempo se mi vorrà soddisfare è un grato ricordo di
             quell’Eroe figlio che ha voluto dare con gioia la sua vita alla Patria.
               Signora, non pensi a nulla, stia di buon animo che tutta la sua compagnia come
             pure i suoi fratelli hanno partecipato e partecipano ancora al suo gran dolore come
             io serbo pensiero a lei e lui.
               Forse lei dirà chi è questo che scrive, ecco io sono il sarto della sua compagnia e lui
             che mi ha sempre fatto tanti piaceri e sempre rispettato e mi sono tanto affezionato
             che mi trovo in un dolore come ho provato e che ho ancora della morte del mio caro
             fratello morto il primo agosto sulla fronte del Trentino del 1916.
               Spero che mi vorrà perdonarmi e nel medesimo tempo soddisfarmi da questo
             dolore e pensiero che mi tormenta.
               Sebbene non ho avuto l’onore di conoscerla la riverisco e mi raccomando non
             pensi a nulla perché è stato trattato da vero Eroe. Con ossequio
                                                             Soldato Marselli Galasso
                                                      277° Fanteria, 10ª Compagnia .
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               (Zona di guerra, 24 settembre ’17). Signora, Si può immaginare con qual gioia ho
             ricevuto la sua gradita lettera e la fotografia del suo adorato. Grazie, grazie, non trovo
             parole per esprimere la mia gioia e dolore… Signora mi domanda della fine del suo
             adorato figliolo e io sarò grato a rispondere in proposito.
               Nel giorno 24 sugli altopiani di Bainsizza siamo stati fermi una giornata dentro
             un buco per essere riparati dal cannone. Nel giorno si parlava con lui e diceva che
             era contento perché si era vicino al fuoco e non si era imboscato, sempre allegro e
             non pensava altro che a loro. Lui comandava un plotone di mitragliatrici a pistola
             ed era molto contento. Alla sera del 25 siamo partiti e siamo arrivati in trincea. Non
             era trincea ma un piccolo muro fatto di sassi, al mattino del 26 alle ore 11 è arrivato
             l’ordine che alle 12 cominciava il bombardamento e alle 12.10 la prima ondata do-
             veva saltar fuori.
               Ecco come si è svolto, il detto, io e il suo attendente si era sempre vicino perché
             diceva che lui ora faceva le veci da padre, infatti lui ha sempre cercato di mantenere
             d’accordo il suo plotone. Alle 12 cominciò e alle 12.10 la prima ondata uscì e mentre
             diceva avanti bisogna andare lassù e diceva coraggio! una pallottola austriaca male-
             detta gli prendeva al fianco destro e usciva sotto al braccio sinistro, subito dopo ha
             gridato son ferito e noi pronti l’abbiamo messo al sicuro. Allora mi misi a piangere e
             corsi in aiuto da un ufficiale che era vicino, subito è venuto provando molto dolore.
             Si doveva condurlo a un paese vicino, io e l’attendente ed altri con dolore e coraggio
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