Page 181 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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132   Momenti della vita di guerra

               O dentro, o fuori: non c’è via di mezzo per chi voglia vivere una vita veramente
             spirituale. O accettare il cattolicismo per intero, senza attenuanti: accettarlo, cioè
             viverlo, o nulla .
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             Se vedeva profondamente nel problema della sincerità e del valore, forse errava nel
          definire il cattolicismo in un’austerità dura, secondo modelli del rigore entusiastico
          medievale, che forse nessun papa ora oserebbe accettare; nel quintessenziarlo in un
          concetto di salda convinzione di fede. Appunto perché nel suo decorso storico tende
          a divenire mera disciplina, il cattolicismo decade dall’austerità irremovibile della fede
          medievale, in una supina passività, a volta a volta morbida e sensuale, atta a chi vuol
          rinunziare al pensiero e al problema della verità: è divenuto una specie di piscina pro-
          batica per i languenti di spirito.
             Passando dal cattolicismo al cristianesimo il Rotellini faceva un’altra osservazione:

               (17 giugno ’16). Io penso che il senso del cristianesimo sia quasi completamente
             esulato dalla terra. Credo di dire una verità incontestabile quando affermo, per me,
             che una delle ragioni per cui non sono cristiano è che mi manca in fondo il senso del
             peccato; ma chi oggi, anche fra coloro che si credono cristiani ha questo sentimento
             che ha reso la vita di tanti uomini del medioevo un’angoscia senza fine? Che, che!
             oggi il cristianesimo si accomoda con tutte le forme più estranee alla sua essenza, con
             tutte le forme di vita, con tutti i sentimenti. Quel che è rimasto è piuttosto un vago
             sentimento cristiano – ciò che v’era d’umano nel cristianesimo – che una credenza .
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             Questa risolutezza verso la religione tradizionale corrispondeva al definirsi di un
          autonomo sentimento etico-religioso; appunto quel sentimento del dovere che dalla
          Tripolitania gli faceva sospirare i cimenti della guerra. Scriveva alla madre:

               (31 agosto ’16). E tu non ti preoccupare. Sii serena e tranquilla: pensa che un’occa-
             sione simile chissà quando si potrà ripresentare; pensa che io avrò una grande immensa
             gioia; pensa che l’unica realtà che conti è il proprio spirito – e niente altro! – e quando
             si sente una voce interiore così imperiosa bisogna seguirla .
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               (10 novembre ’15). Credi proprio che siano le cose materiali che ci dànno la vita?
             Sbagli, sbagli di gran lunga. Ci si abitua facilmente ai disagi, e nel disagio si creano
             tanti piccoli agi che servono benissimo per tenere su, anche fisicamente .
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               (17 novembre ’15). …ti faccio notare che non possiamo andare d’accordo. Il tuo
             ideale è la mia salute e la mia comodità; ma se io non avessi altro ideale che la salute
             e la comodità, mi dispererei in tal modo che mi sentirei spinto al suicidio. Tu dici,
             astrattamente, che la vita non è e non dev’essere piacere, ma cerchi per me solamente
             quello che è piacere… e piacere materiale per giunta .
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             Col trascorrere del tempo la sua disperazione in quella singolare prigionia coloniale
          cresceva.
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