Page 238 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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La guerra sofferta 189
pare sia stato raccolto tutto il dolore umano per porvi dinanzi, ancora una volta, il
terribile dilemma della guerra e della pace. Eppure son ore in cui non si vuol ragio-
nare, ma agire; il problema del momento pare consista nell’arrivo delle cinquecento
bombe richieste .
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Il dolore sboccia in nostalgia quando un odore, un’immagine fiorisce nel ricordo di
tempi che furono; nella visione di ore serene, della gioia, delle feste del proprio paese,
del raccoglimento della propria casa. Esisté proprio quel più sereno mondo?
Mi trovo alle volte un poco sperso e le quaglie che cantano nel trifoglio e un certo
odore di bigatera e di biancheria fresca di bucato che va per le case mi ricorda troppo
il nostro Murello, per non farmi sentire un po’ di nostalgia .
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Alle volte basta il ricordo di un particolare qualunque a farmi provare tanta no-
stalgia da passare le notti senza dormire e restare triste e col muso lungo intere gior-
nate .
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Penso a Torino in questo momento, al bel viale del Corso duca di Genova e alla
nostra casetta. Nell’afa e nell’arsura del meriggio, forse, il nostro nido avrà la sua
ombra e il suo fresco .
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E tu, o Nisia , quali ricordi porgi alla mia memoria? Le capannucce e i ginepri alla
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Marina di Pisa! Quante e quante volte anche a me, anche qua tornano dinanzi agli
occhi della mente quei cari e indimenticabili ricordi, pieni (perché no?) di nostalgia.
Quale e quanta differenza da allora ad ora! Allora io facevo sì delle capannucce dove
mi assettavo contento, e vi sarei rimasto felice tutte le mie giornate: ora, anche qua
in guerra, faccio delle capannucce, ma come diverse! .
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Anche il ritmo borghese della vita si circonfonde di poesia
… dopo un lungo periodo di vita in mezzo ai soldati, dopo aver tante cose visto
sublimi e orribili, comiche e strazianti, turpi e purissime, si sente risvegliare in noi
stessi l’uomo che ha bisogno della convivenza con gli altri non uomini soldati, si sen-
te anche (e l’ho provata in certe ore) la nostalgia delle conversazioni fatte col babbo
e con la sorella, vivo il desiderio di leggere, di soffermarsi davanti a una vetrina, di
passare una mezz’ora al caffè .
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(21 settembre ’16). Della vita borghese e civile serbo ormai un lontano ricordo:
come di un paradiso goduto e non abbastanza apprezzato. Mi sveglio talora la mat-
tina al fischio del treno non lontano, che si sente come da casa nostra fischia a Porta
Nuova. Mi pare allora di essere in camera mia. Ma apro e trovo gli occhi e mi trovo
sotto la tenda, mentre fuori, e anche un po’ dentro, piove a rovesci e il cannone mi
richiama la guerra e il luogo dove sono. Ti confesso che rimango allora un po’ male.
Accendo la pipa cerco di non pensarci e tiro avanti .
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Al capitano Vincenzo Bontade il pensiero della famiglia si affaccia con un raggio di
sole, in un mattino d’autunno.
(22 novembre ’15). Cara mamma, sto bene, un raggio di sole è venuto a riscaldare
le membra intorpidite sature del fango della trincea; eravamo immersi nel fango fino
a mezza gamba e ricoperti d’una crosta spessa, color cioccolata. Le sembianze umane

