Page 245 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
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196   Momenti della vita di guerra

               20 agosto. Partenza per il fronte con 206° reggimento fanteria.
               3 settembre. Di notte si parte per la trincea di seconda linea a Castagnevizza. Pio-
             ve e le trincee sono piene d’acqua e pericolose; franavano e più volte fui dissotterrato
             dai miei amici. Ero sempre bagnato come un pulcino. Che vitaccia! Fortuna che
             durò solo tre giorni.
               6. Verso sera vengo chiamato dal furiere. Mi destina come segnalatore a Quota
             174. In questi dieci giorni la morte mi rasentò più volte durante i bombardamenti…
             Il giorno 13 feci appena in tempo a mettere la testa in un buco dietro un albero,
             altrimenti una granata austriaca mi colpiva…
               16 ottobre. Finisce il riposo e si deve andare in trincea. Sotto acqua, tuoni, lam-
             pi, di notte marciamo verso il San Marco dove troviamo le trincee piene d’acqua.
             Appena arrivati siamo attaccati con gas asfissianti e lacrimogeni. La maschera di cui
             sono fornito è insufficiente, e per salvarmi devo fare un buco nella terra e mettere
             dentro la testa.
               1-2 novembre. Cambiamo posizione e si va a Quota 100, dopo una marcia at-
             traverso campi e pozzanghere. Siamo in un tunnel largo un metro e alto 1,20: serve
             di scolo alle acque: è però sicuro, ma malsano e pieno d’acqua, tanto che dobbiamo
             mettere delle assi che fanno da zattere. Si deve fare azione per conquistare del tutto
             Quota 100. Fa il collegamento la mia compagnia mediante piccola avanzata. Allo-
             ra cominciò terribile il loro bombardamento: un 305 sotterrò completamente una
             intera sezione mitraglieri senza esservi però un ferito. Gli austriaci avevano scon-
             volte le nostre linee. Dovetti fare il porta-ordini e passai momenti di trepidazione.
             Girando per le linee portando gli ordini ho dovuto andare allo scoperto, scavalcare
             feriti numerosi e cadaveri. La mitragliatrice nemica fulminava insieme all’artiglieria.
             Che momenti terribili. Mi piovevano vicino le granate nemiche. Con che angoscia
             invocavo la famiglia.
               15-16. Gli austriaci ripresero le trincee da noi occupate il 2 novembre. La brigata
             accorre e ricupera tutto meno «Casa due Pini». La mia compagnia è comandata ai
             ponti. Il 3° battaglione del 232° che sostenne l’urto austriaco si ebbe una batosta
             terribile…
               12 maggio ’17. Grandiosa offensiva su tutto il fronte. Il San Marco è assai aspro.
             Vi fu immensa carneficina senza guadagnare terreno, il 205° e 206° hanno fatto nove
             assalti tutti sanguinosissimi.
               18. I reggimenti disfatti vanno a riposo a Villanova Monfortino. Si sta qui due
             giorni poco sicuri e allora si parte per Boatina. Completano la brigata dimezzata con
             nuovi complementi.
               4 giugno. Alle 9 di sera un contrattacco seguito da un altro a mezzanotte, tutt’e
             due respinti. La mia compagnia si riduce a 50 uomini da 280. Il mio capitano con
             l’attendente e il piantone di fureria restano prigionieri. Questa sorte l’avrei subita
             anch’io se ero ancora in fureria! Agli austriaci vennero prese 20 casse di bombe a
             mano, le quali servirono a respingerli. Si fanno dei prigionieri kaiserjäger: sono sol-
             dati fedelissimi all’Austria.
               5. Circola per Gorizia un ufficiale austriaco vestito da ufficiale di artiglieria italia-
             no. Interroga i soldati sull’andamento dei lavori. Che audacia.
               23 luglio. Come è bizzarra la vita guerriera! Si passa di gioia in gioia come di
             dispiacere in dispiacere da un momento all’altro. Vi sono sempre novità e cambia-
             menti. Quando mi sovviene la mia Gina (la figliuoletta) un nodo mi si forma alla
             gola e mi stringe il cuore.
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