Page 256 - Momenti della vita di guerra - Dai diari e dalle lettere dei caduti
P. 256

La guerra sofferta  207


            cativi . Lo stile è spesso incerto: echi letterari – vivissimi quelli dell’Abba – spesso per-
                 85
            turbano l’immediatezza dell’impressione. Eppure, nonostante questa insufficienza arti-
            stica, ben pochi documenti rendono con tanta efficacia la parabola della guerra italiana.
               Le prime notazioni hanno dell’ottocentesco: alcuni episodi del primo inizio di guer-
            ra trasportano mezzo secolo indietro: alle battaglie di Magenta e di San Martino. Si vive
            un sogno di fresco impeto militare, anche là dove la scena è di morte, come nell’episo-
            dio dei bersaglieri feriti.

                  (20 giugno ’15). Una compagnia di bersaglieri ciclisti attraversa il campo di pie-
               no giorno per recarsi presso Lucinico. Viene scoperta e fatta bersaglio dell’artiglieria
               nemica dal monte San Michele. In breve tempo arrivano al nostro posto di medica-
               zione parecchi feriti più o meno gravi. Fra gli altri il capitano della compagnia, Luigi
               Pastore, ferito gravemente al capo e alla gamba destra.
                 Egli è sereno, e parla delle sue ferite come non gli appartengano, segnalando al
               medico i disturbi che avverte. Io gli lavo a poco a poco con una specie di religioso
               rispetto il sangue aggrumito sul viso, ed egli con voce bassa, senza alcuna preoccupa-
               zione, continua a discorrere, manifestando i suoi ultimi desiderii.
                 Intanto accanto a lui giacciono altri bersaglieri feriti, i quali, avuta la medicazione,
               si mettono tranquillamente a fumare con stoicismo ammirevole. Un sottotenente si
               guarda sorridendo il berretto forato e non vuol neppure medicarsi la leggiera ferita che
               ha sulla spalla. Saluta il capitano e va a radunare la compagnia. In un altro cantuccio
               del cortile vi è un bersagliere ferito all’addome, e soffre atrocemente, e di tanto in tan-
               to emette un grido che fa pietà. Il capitano che mi guarda con occhio dolce e fermo,
               mentre gli pulisco il viso, mi domanda: «Chi è che grida così? È un bersagliere?» «Si-
               gnorsì, è un bersagliere ferito all’addome». «Ditegli che i bersaglieri non gridano mai,
               anche quando soffrono dolori atroci». Il bersagliere che ha già smunte le labbra, sente
               le parole del suo capitano, mormora: «Ha ragione!» e poi si tace per morire in silenzio .
                                                                                 86

                La descrizione del combattimento di Bosco Cappuccio ha una letizia ariosa: par che
            la vittoria debba sboccare dal bosco in più vaste regioni.
                  (18 luglio ’15). Il rombo assordante dei grossi pezzi, lo schianto fragoroso delle
               batterie da campagna sparse nel piano, e quelle da montagna nascoste nella vicina
               foresta mi fanno l’effetto d’una tempesta infernale. Questo accanimento di tuoni, di
               sibili, che straziano e sconvolgono l’atmosfera, questa immensa e fitta rete di pro-
               iettili che passano rapidi e leggieri sul mio capo, fischiando, abbaiando, ululando, è
               qualcosa che rasenta il sovrannaturale .
                                             87
               Certamente anche in quei primi giorni si prova la trepidazione per la vita, ma questa
            trepidazione ha qualcosa di sacro, d’offerta.
                  (15 giugno ’15). Ormai non vi è più alcuno di noi che pensi di risparmiare la vita,
               e l’avvicinarsi dell’ora solenne – quando la morte non giunge improvvisa – produce
               nell’animo una visione sublime «che intender non può chi non la prova», e che io
               stesso avendola provata, non riesco ad esprimere .
                                                      88
   251   252   253   254   255   256   257   258   259   260   261