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Scenari Sahariani – Libia 1919-1943 “La via itaLiana aLLa guerra neL deserto”
“navale” quale Primo Lord dell’Ammiragliato, Churchill aveva un forte interesse
per l’aeronautica ed era in buoni rapporti con il nuovo Capo di Stato Maggiore
della RAF, Hugh Trenchard, tornato al vertice della forza armata dopo la breve
parentesi del generale Frederick Sykes, che ne aveva preso il posto nell’aprile del
1918.
Trenchard, che aveva servito con Churchill in India, fu pronto a cogliere
l’opportunità offerta da quanto stava accadendo in un remoto angolo dell’impero,
il Somaliland, suggerendogli di affidare alla RAF il compito di risolvere una
situazione apparentemente senza via d’uscita. Mohammed bin Abdullah
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Hassan, un capo tribale e religioso più conosciuto come il “Mullah Pazzo”, aveva
causato disordini in quella parte della Somalia per quasi trenta anni nonostante
i ripetuti tentativi britannici e italiani di stroncarne l’attività, ma nel gennaio del
1920 l’intervento di 8 biposto DH.9 da ricognizione e bombardamento leggero
ne disperse le forze con una breve campagna aerea, ponendo fine alla rivolta
in modo tanto rapido quanto inatteso. Le operazioni, iniziate con un attacco
aereo sulla “capitale” di Hassan il 21 gennaio, si conclusero infatti il 18 febbraio
con la sua fuga in Etiopia. Anche l’impatto economico fu molto inferiore alle
previsioni, dal momento che l’onere associato all’intervento venne calcolato
in 77.000 sterline, a fronte dei sei milioni preventivati per l’impiego di due
divisioni come originariamente pianificato. Il successo era stato certo favorito
dalla recente decisione del “Mullah Pazzo” di concentrare le sue forze in villaggi
fortificati, e un’attenta analisi degli avvenimenti rivela che l’effetto degli attacchi
aerei iniziali fu poi sfruttato dai reparti dell’esercito pronti a convergere nella
zona e disperdere definitivamente i ribelli, ma la dimostrazione dell’efficacia del
potere aereo in un tale contesto non poteva essere ignorata e rafforzò lo status
della RAF.
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La breve campagna del Somaliland non passò inosservata neppure in Italia,
dove il maggiore Biagini la richiamò espressamente nella sua già citata conferenza
del 1922, additandola come esempio di operazione di rapido e totale successo,
e sottolineando come l’impiego dell’aviazione in colonia venisse concepito,
soprattutto dai britannici, «non solo in concorso con le truppe, bensì come
mezzo capace di iniziare, svolgere e assolvere operazioni, ottenendo da solo
risultati positivi nel campo politico-militare».
52 P. S. MEILINGER, Trenchard, Slessor, and Royal Air Force Doctrine before World War II in The
Paths of Heaven. The Evolution of Air Power Theories, Alabama, Air University Press, Maxwell
Air Force Base, 1993, p. 41-78.
53 A. ROE, Air Power in British Somaliland, 1920: the arrival of Gordon’s bird-men, independent
operations and unhearthly retributions, in «Air Power Review», Vol. 21, No 1, Spring 2018, p. 74-
93. Il distaccamento “Z” della RAF, inviato a Berbera con rigorose misure di sicurezza per
massimizzare l’effetto sorpresa, era agli ordini del Group Captain Robert Gordon.
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